SANTA MARIA IMBARO – A Santa Maria Imbaro (Chieti) si chiude un’era.

Con la nomina del collegio dei commissari liquidatori da parte del presidente del tribunale di Chieti, Geremia Spiniello, chiude definitivamente l’istituto Mario Negri Sud, che per oltre trent’anni si chiude ha scritto importanti pagine nella storia della ricerca di eccellenza in Abruzzo.

A nulla è valso l’impegno del commissario straordinario Luciano Fratocchi e dei sub commissari Gianfranco Attili e Fausto Zulli per cercare di riordinare i conti della Fondazione in crisi gravissima da più di quattro anni.

Il debito della Fondazione sarebbe troppo grande, circa 8 milioni di euro. E poi ci sono le 18 mensilità non pagate, circa 20 mila euro per dipendente, che rischiano anche di non poter accedere al Tfr.

E così i circa 130 ricercatori hanno messo tutto negli scatoloni, effetti personali e gadget delle loro scrivanie, e sono andati via.

Secondo molti anche la trasformazione in Fondazione non avrebbe aiutato il rientro del debito, ma avrebbe addirittura accelerato la fine del centro.

Proprio nei giorni scorsi, per volere di uno di una delle prime ricercatrici dell’istituto, Andreina Poggi, è stata lanciata una petizione sul sito internet change.org (http://chn.ge/1FyQRSi?share_id=GpjptwqIzJ).

In pochi giorni la petizione ha raggiunto quota quasi 900 firme, segno che la domanda di ricerca in Abruzzo, nonostante la triste vicenda del Negri Sud, è ancora altissima.

Adesso il tribunale fallimentare dovrà determinare la liquidazione del Negri Sud, i cui dipendenti, un centinaio tra ricercatori, borsisti e dipendenti della struttura.