L’AQUILA – Non si placano le polemiche per l’sms che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha inviato al cronista del Centro Pietro Lambertini all’indomani della sua assoluzione nel processo Mare-Monti.

Il governatore e senatore del Partito democratico ha inviato il testo di quel messaggio alla redazione di AbruzzoWeb, ecco come recita: “Coca cola e serate allungate con ingressi nelle stanze dei pm sono sufficienti per scrivere di diritto penale senza ledere la dignità di persone solo indagate? Andare oltre le ipotesi accusatorie del pm, utilizzando tardivamente ciò che il pm ha scartato del fascicolo processuale, per contraddizione evidente con la realtà, si può chiamare professionalità? Oltre al fascicolo del pm esiste il fascicolo della difesa, che si trova idoneamente collocato in una stanza dotata di distributore di caffè e Coca cola. Il fascicolo della difesa è minimalisticamente scavalcato, per inconsistenza culturale. Sorridere dopo i colloqui con la parte accusatoria del processo (e scrivere di getto il giorno dopo) ha realizzato sofferenze umane e famigliari notevoli, per la totale lontananza dalla realtà dei fatti, che le sentenze hanno stabilito indiscutibilmente. Questo è il centro della questione che evoca la professionalità di chi segue la giudiziaria”.

Un messaggino telefonico al quale è seguita una telefonata, definita “intimidatoria” da Ordine dei giornalisti, Sindacato giornalisti abruzzesi e Comitato di redazione del Centro, dello stesso D’Alfonso al giornalista.

Secondo quanto appreso, le polemiche tra il politico e il cronista hanno origine dalle cronache giudiziarie di primo grado del processo, che ha visto D’Alfonso accusato di truffa e falso nell’ambito della mancata realizzazione della strada che avrebbe dovuto collegare l’entroterra pescarese al mare, e assolto per non aver commesso il fatto dopo oltre dieci anni.

“Apprendiamo con indignazione il contenuto del colloquio telefonico avvenuto mercoledì sera tra il governatore della Regione Abruzzo, nonché senatore della Repubblica, Luciano D’Alfonso, e il collega Pietro Lambertini, subito dopo l’assoluzione dello stesso D’Alfonso nel processo di secondo grado denominato Mare-Monti. Cdr, Sga e Odg denunciano e condannano fermamente ogni tentativo di insinuazione personale e di intimidazione nei confronti di chi, sulle colonne del Centro, in passato si è occupato della vicenda giudiziaria; esprimono solidarietà, stima e fiducia nell’operato di un collega come Pietro Lambertini che si è sempre contraddistinto per professionalità e competenza; tanto più che, per questo caso giudiziario come per altri, è sempre stato dato ampio spazio sia alle tesi dell’accusa che a quelle della difesa; respingono ogni tentativo di delegittimazione delle professionalità giornalistiche e di ingerenza nell’organizzazione del lavoro quotidiano”, hanno scritto in una nota il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, il segretario del Sindacato giornalisti abruzzesi, Ezio Cerasi, e il Cdr del giornale.

DI NICOLA, “SOLIDARIETÀ AL COLLEGA”

“Piena solidarietà al giornalista Pietro Lambertini per le intimidazioni che avrebbe ricevuto dal presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso in una telefonata avvenuta tra i due relativamente al processo Mare-Monti” arriva intanto dal senatore del Movimento cinque stelle Primo Di Nicola, che del quotidiano Il Centro è stato direttore.

“Un gesto, che se confermato, sarebbe di una gravità inaudita, come dimostra l’intervento di Ordine dei Giornalisti, Cdr de Il Centro e del Sindacato dei Giornalisti. Le insinuazioni personali ai danni di chi svolge il proprio dovere di giornalista sono inaccettabili e rappresentano un fatto degradante per chi pratica la politica in questo modo”.

“I giornalisti che svolgono lavoro di inchiesta devono avere tutta la libertà di fare il proprio lavoro in piena autonomia e con le mani libere – continua Di Nicola – È un presupposto elementare di ogni democrazia, vale per l’Italia e anche per l”Abruzzo, anche se il governatore e senatore-incompatibile D’Alfonso pare non capirlo”.

“Da senatore ed ex giornalista ribadisco tutta la mia solidarietà a Lambertini e a tutti i giornalisti de Il Centro. Il mio impegno per la tutela e la libertà dell’informazione sarà pieno e incondizionato. La stampa va liberata da qualsiasi interferenza della politica e da qualsiasi conflitto di interessi. I giornalisti non devono più subire intimidazioni per aver svolto correttamente il proprio lavoro al servizio dei cittadini”, conclude il senatore.

FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA, “SAREMO AL FIANCO DEL COLLEGA IN OGNI SEDE”

“È evidente che D’Alfonso, che già in passato ha trascinato in tribunale con richieste di risarcimento danni alcuni colleghi che si erano occupati delle sue vicende, non riesce a rassegnarsi all’idea che in questo Paese la stampa è libera e che esistono giornalisti con la schiena dritta indisponibili a compiacere il potere”. Lo afferma in una nota la Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) condividendo la presa di posizione del comitato di redazione del Centro di Pescara, dell’Associazione della Stampa e dell’Ordine dei giornalisti dell’Abruzzo contro i tentativi di intimidazione che il governatore ha messo in atto nei confronti del giornalista Pietro Lambertini. “È bene che se ne faccia una ragione, anche perché il sindacato dei giornalisti, insieme con l’Associazione della Stampa e l’Ordine dei giornalisti dell’Abruzzo, sarà in tutte le sedi al fianco del collega Lambertini e di tutti i giornalisti che subiscono intimidazioni per il semplice fatto di fare correttamente il loro lavoro”, conclude la nota.