ALBA ADRIATICA – Il caos e gli imbarazzi causati dall’inquinamento del mare ad Alba Adriatica (Te) per i rifiuti provenienti dal fiume Vibrata finiscono in tribunale.

La Procura di Teramo ha infatti emesso un avviso di garanzia nei confronti di Giacomino Di Pietro, presidente della Ruzza Reti, la società che gestisce il depuratore sospetto che avrebbe causato lo sversamento di liquami in mare a causa del cattivo funzionamento.

Epidemia colposa e disastro ambientale sono le ipotesi di reato formulate dal procuratore Gabriele Ferretti e dal sostituto Laura Colica che hanno messo sotto inchiesta Di Pietro.

Nelle scorse ore la guardia di finanza ha perquisito la sede della Ruzza Reti, acquisendo atti e documenti relativi alla gestione dell’impianto di depurazione del Vibrata.

Giungono, intanto, i primi dati relativi ai test effettuati sui pesci trovati morti sulle sponde del fiume: i test effettuati dai tecnici dell’Istituto zooprofilattico di Teramo hanno dato esito negativo e, pertanto, è da escludersi l’ipotesi dell’avvelenamento.

A causare la morte dei pesci è stata l’asfissia per una secca alla foce del fiume e non sostanze chimiche o batteri.

Secondo i più ottimisti l’emergenza sarebbe rientrata tanto che, come ha dichiarato il governatore della Regione, Gianni Chiodi, “Il mare di Alba Adriatica è balneabile”.

IL SINDACO REVOCA IL DIVIETO DI BALNEAZIONE

ALBA ADRIATICA – “Il mare di Alba Adriatica è pulito e balneabile su tutto il litorale, in particolare nel breve tratto a ridosso del torrente, che nei giorni scorsi aveva fatto registrare alcune criticità”.

Lo dice una nota del Comune di Alba, con la quale si rende noto che ciò ha consentito al sindaco, Franchino Giovannelli, di revocare le due ordinanze di divieto di balneazione (fino a 300 metri dalla foce), emanate a scopo precauzionale.

Da oggi “i divieti sono stati totalmente rimossi, come confermato da due diverse ordinanze”.

Oggi, su disposizione del sostituto procuratore di Teramo, Laura Colica, titolare dell’inchiesta, i sindaci di Alba Adriatica e Martinsicuro, parti offese nel procedimento aperto dalla Procura sull’inquinamento del torrente Vibrata, al pari della Provincia di Teramo, hanno presenziato a un’ispezione al depuratore consortile di Villa Rosa di Martinsicuro, insieme a rappresentanti della società Ruzzo Reti, che gestisce l’acquedotto, e della polizia provinciale.

L’ARTA: ”VALORI NEI LIMITI DELLA LEGGE”

Sono tutti nei limiti di legge i valori delle analisi effettuate dall’Arta Abruzzo sui campioni prelevati, mercoledì scorso, lungo il litorale di Martinsicuro e Alba Adriatica, in corrispondenza dei punti di prelievo per il controllo della balneazione individuati dalla Regione Abruzzo.

Lo comunica l’Agenzia regionale di tutela ambientale relativamente alla presenza di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali.

La ripetute analisi sono state necessarie a seguito dello sversamento nel torrente Vibrata di liquami provenienti dal depuratore consortile per il quale e’ giunto un avviso di garanzia al presidente della Ruzzo reti Giacomo Di Pietro per l’ipotesi di epidemia colposa.

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