L’AQUILA – “I moduli abitativi provvisori sono stati costruiti a perfetta regola d’arte, hanno tutti gli standard di sicurezza e alcuni, in particolare cinque ad Arischia, su richiesta del sindaco sono stati già dissequestrati per essere nuovamente abitati”.
Così ad AbruzzoWeb l’avvocato Amedeo Ciuffetelli, difensore dell’ex Imputato l’ex maresciallo dell’Esercito Rocco Ragone, sotto processo nell’inchiesta cosiddetta “mappopoli” sulla realizzazione malfatta dei moduli abitativi provvisori (Map) tirati sul nel comune dell’Aquila per fare fronte all’emergenza abitativa dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Oggi si è svolta la seconda udienza dibattimentale davanti al collegio giudicante presieduto dal giudice Giuseppe Grieco e composto dai magistrati Daria Lombardi e Antonella Camilli.
Rimasto agli arresti domiciliari per 78 giorni nel 2013, Ragone aveva fatto parte presso la Protezione civile della task force “Gran Sasso”, creata per la verifica dell’esecuzione dei lavori ed è accusato di corruzione, malversazione, estorsione e truffa. Sul banco degli imputati anche i due tecnici Luigi Giammarino e Mario Rinvenuto. Altri cinque funzionari di ditte sono stati prosciolti in sede di udienza preliminare.
Nell’udienza di oggi è stato aperto il dibattimento, sono state ammesse le prove quindi l’appuntamento è stato rinviato al prossimo 3 novembre per cominciare l’ascolto dei testimoni.
Il processo, comunque, più che sulle testimonianze dovrebbe decidersi soprattutto sulla base di uno scontro tra perizie.
Nel 2012 c’è stato lo studio di Antonello Salvatori dell’Università dell’Aquila, consulente della procura in molti dei procedimenti sui crolli del post-terremoto e anche in questo, che ha riscontrato problemi riconducibili a Ragone.
Nell’aprile del 2015, però, il giudice ha disposto una consulenza in sede di incidente probatorio e secondo la difesa quella dell’ingegnere Paolo Tuccini sconfessa la prima.
Ragone, comunque, ha nominato anche un proprio consulente di parte, l’ingegnere barese Domenico Giuseppe Diciolla, che porterà ulteriori argomenti a sostegno.
Quando il pubblico ministero Antonietta Picardi avrà concluso l’ascolto dei propri testi, l’intenzione della difesa è di convocare “esponenti nazionali della Protezione civile e della struttura di missione per chiarire la filiera dell’esecuzione dei lavori e dei collaudi. Quei Map sono fatti bene”.
Nei mesi scorsi Ragone ha confessato a questo giornale di aver vissuto e tuttora vivere “un vero e proprio inferno. Mi sono ammalato a causa di questa storia e ho dovuto lasciare l’Esercito italiano dopo 32 anni”.





