L’AQUILA – “Avvalersi della facoltà di non rispondere era una scelta obbligata”.

Lo ha detto Amedeo Ciuffetelli, legale del maresciallo del Genio civile Rocco Ragone, principale indagato dell’inchiesta ‘mappopoli’ sulle casette di qualità scadente, al termine dell’interrogatorio di garanzia del suo assistito condotto questo pomeriggio dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella e dal pubblico ministero Antonietta Picardi

Ragone è da ieri agli arresti domiciliari per i reati di corruzione, peculato, estorsione, falso e truffa ai danni dello Stato nell’ambito dell’emergenza post sisma. 

Non è stata ancora presentata una memoria difensiva da parte dell’avvocato Ciuffetelli, che sul tema ha spiegato: “Di fronte a una miriade di contestazioni, molte anche di natura squisitamente tecnica, per fatti avvenuti anche nel corso di due o tre anni, anche la memoria ha bisogno dei tempi tecnici”. 

“Non è stata ancora adottata una linea difensiva perché l’arresto è di ieri – ha proseguito poi – Considerato poi che il mio assistito è venuto da Bari, non c’è stato neanche il modo di potersi confrontare su questo, però abbiamo trovato una certa serenità nel recepire a brevissimo tutte le prospettazioni difensive. A brevissimo produrremo della documentazione a difesa e richiederemo di poter avere un interrogatorio”.

In ogni caso, il legale ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari. “Abbiamo chiesto di degradare la misura degli arresti domiciliari – ha concluso – Il pm si è riservato di dare il consenso nei prossimi giorni, speriamo di poter avere questo parere favorevole, anche sulla scorta di documentazione che potremo magari in un paio di giorni mettere insieme per vedere attenuato il quadro accusatorio”. Marianna Galeota