L’AQUILA – “Nei giorni scorsi abbiamo scritto il programma con cui saremmo intervenuti per risolvere questa emergenza, ma non eravamo certi che sarebbe filato tutto liscio. Gli inquilini di Cansatessa sono stati spostati lì vicino, negli alloggi liberi di altri Map e del progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo”.

Intervistata da AbruzzoWeb, spiega così le mosse del Comune dell’Aquila Patrizia Del Principe, dirigente del settore Assistenza alla popolazione e custode giudiziario dei moduli abitativi provvisori (Map) di qualità “scadente” sequestrati dalla magistratura aquilana nell’ambito dell’inchiesta ‘mappopoli’ che ha portato a indagare 10 persone, con il maresciallo Rocco Ragone messo agli arresti domiciliari per aver ‘chiuso un occhio’ sulla qualità delle costruzioni realizzate dopo il sisma di quattro anni fa.

Il totale delle persone che dovranno lasciare la dimora nella quale hanno vissuto per quasi quattro anni è circa 170, per 103 nuclei familiari, che verranno ridistribuiti negli insediamenti vicini.

Oggi il ‘conclave’ del settore della Del Principe, negli uffici chiusi al pubblico agli ordini dell’assessore Fabio Pelini e della dirigente Del Principe, nominata custode giudiziario in seguito al provvedimento di sequestro dei map della periferia aquilana di Cansatessa, Tempera e del comune di Arischia deciso dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella.

Gli edifici in questione presenterebbero carenze nella rifinitura della pavimentazione, problemi di illuminazione esterna e usura, e sono stati abitati per quasi quattro anni da 54 nuclei familiari per un totale di 94 persone a Cansatessa, da 34 nuclei e 45 persone ad Arischia e 15 nuclei per 30 persone a Tempera.

Tra ieri e oggi hanno traslocato tutti gli abitanti dei map di Cansatessa e si stanno stilando i contratti che saranno firmati nei prossimi giorni.

“Ieri sera le famiglie sono state avvisate e oggi ci sono stati i primi colloqui dove abbiamo spiegato loro la situazione di emergenza e devo dire che sono stati tutti molto comprensivi – continua la dirigente – Stiamo cercando di non far subire loro un ennesimo trauma, cercando di assegnare alloggi quanto più vicini a quelli vecchi. Ora procederemo con gli abitanti di Arischia cercando di abbinarli agli alloggi ancora liberi, prendendo come riferimento i componenti di ogni nucleo e le necessità personali, evitando di mettere quattro persone in un monolocale”.

“Alcune C.a.s.e. libere si trovato a Roio, a Sassa e a Camarda – prosegue ancora la Del Principe – Se qualcuno dovesse avere particolari disagi cerchiamo di andargli incontro, ma la nostra disponibilità va diminuendo con i vari spostamenti”.

Secondo la funzionaria, tutte le case che attualmente sono vuote basteranno ad accogliere gli inquilini senza dimora, ma se proprio così non dovesse essere “almeno per quello che mi compete, nessuno verrà lasciato in mezzo a una strada”.

All’origine del provvedimento di sgombero, firmato lunedì, ci sono pavimenti esterni staccati dal massetto, con rischio di cadute o lesioni per persone anziane o con ridotta capacità motoria. Esternamente, invece, sui vialetti e a ridosso delle abitazioni i lampioni di illuminazione sono mal posti in opera e oscillano sotto il minimo sforzo in maniera eccessiva risultando a rischio per una caduta su persone. Come se non bastasse, in molteplici edifici il legno risulta già deteriorato dalle intemperie di quattro anni.

Un lavoro talmente approssimativo che sistemare le carenze potrebbe risultare antieconomico tanto che, ha appreso AbruzzoWeb, l’orientamento del Comune è quello di demolire strutture che per loro natura sono comunque provvisorie, piuttosto che investirci soldi per ripararle.

Quanto agli sviluppi dell’inchiesta, alla richiesta di un commento la Del Principe afferma di aver letto l’ordinanza ma “questo non è un argomento che mi compete”.

Ciò che è sicuro, comunque, è che “massimo la prossima settimana pensiamo concludere il tutto, le persone che hanno diverse esigenze verranno tenute con un occhio di riguardo e valutati”.

Anche perché il 15 scadrà la deadline fissata da Gargarella per la deroga concessa agli inquilini a restare a vivere all’interno di case sotto sequestro giudiziario.