L’AQUILA – “L’ultimo pareggio di bilancio è stato fatto da Quintino Sella nella seconda metà dell’800. Nella storia repubblicana non c’é mai stato un risultato simile. Non capisco il pessimismo e la scontentezza che sta accompagnando la manovra”.
Così senatore Filippo Piccone, coordinatore Pdl per l’Abruzzo, sulla manovra approvata dal Senato e in discussione alla Camera dei Deputati, nel suo intervento al laboratorio politico degli amministratori liberali e di area Pdl abruzzese in programma per due giorni a Rigopiano (Pescara).
“Abbiamo tassato – ha detto – le rendite finanziarie al 20 per cento riequilibrando una distanza pericolosa tra l’economia virtuale, di carta, che ha fagocitato l’economia reale. Il Governo nella prima manovra ha stanziato 40 miliardi per la coesione sociale, non licenziando nessuno, come fatto invece in altre nazioni compresa la Germania, dove la gente sta a piedi. Noi invece non abbiamo fatto mancare a nessuno lo stipendio”.
“Rimango allibito quando sono davanti a certe scene: quando prende una decisione Berlusconi è dirigismo verticistico o centralismo democratico, quando la prende il Parlamento dopo aver discusso su aumento dell’Iva e di pensioni, è un pasticcio. Ma che cosa dobbiamo fare? Ma come si fa non capire che finalmente c’è una preziosa dialettica?”.
“In assenza di indovini l’unico riferimento che possiamo individuare come vincolo forte è quello storico. Berlusconi durerà a lungo ma, qualora non dovesse ricandidarsi, non può passare il messaggio che è finito il Pdl e il centrodestra e questo nonostante il Pd e il centrosinistra non esista come alternativa”.






