CHIETI – Una lettera al prefetto Fulvio Rocco de Marinis per protestare contro la soppressione dell’Inpdap prevista dall’articolo 21 del cosiddetto decreto “salva Italia”.
I lavoratori dalla sede Inpad di Chieti, pur condividendo il progetto di accorpamento dei poli previdenziali, non accettano l’operazione così come attuata con questo decreto, “che fa venire meno – si legge nella lettera – la dignità di un ente, l’Inpdap, e dei suoi lavoratori che entrano all’Inps non in base a regole precise e conosciute. Questa modalità appare quasi punitiva, come se si trattasse di un ente inutile o in dissesto”.
Se così fosse questo ente, in provincia di Chieti, non avrebbe un numero di iscritti pari a 87 mila utenti, circa 200 pubbliche amministrazioni gestite, 22 mila prestazione erogate solo nel 2011, 70 milioni di euro di bilancio, 850 pensioni e 3 mila prestazioni di fine servizio erogate nell’anno, 850 pensioni e 3 mila prestazioni di fine servizio erogate nell’anno.
Alla luce del decreto e, in particolare, della mancata previsione di assorbimento nell’Inps del personale non di ruolo, si teme che possa essere pregiudicata l’erogazione di queste prestazioni perché il personale, per la sede di Chieti, è pari al 20 per cento di quello in servizio.
I lavoratori della sede teatina chiedono al prefetto un intervento nelle sedi istituzionali volto a rappresentare le loro istanze, al fine di una rivisitazione dell’articolo 21 del decreto legge 201 del 2011 e un differimento dei tempi di attuazione.





