L’AQUILA – “Sapevamo che questi ‘colleghi’ avrebbero scritto al governo. Ma la notizia ci dimostra una volta di più che questa manovra è da ripensare, perché è insostenibile per le Regioni nel loro insieme”.
Intervistato dal Corriere della Sera, il governatore lombardo Roberto Formigoni si dice tranquillo a proposito del “dialogo costruttivo col governo” invocato da cinque governatori, tra i quali anche l’abruzzese Gianni Chiodi (nella foto).
Oltre all’Abruzzo a chiedere il dialogo sono stati i governatori di Lazio, Campania, Molise e Calabria, che con Chiodi hanno scritto al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.
Una mossa, spiega Formigoni, che non incrina il fronte dei governatori. “I sacrifici chiesti dal ministro Tremonti – sottolinea – sono troppo sbilanciati su di noi. Poi, certo, c’é la questione che le Regioni non sono tutte ‘uguali’. Ci sono quelle virtuose e quelle no”.
“Ma il caso di questi cinque ‘colleghi’ – prosegue – è ancora diverso. Si tratta, nella maggioranza dei casi, di amministratori che hanno ereditato situazioni di bilancio pesantissime per via di gestioni finanziarie dissennate. Di fronte a simili disastri loro non hanno ovviamente responsabilità specifiche. Qualcuno di loro, anzi, ha avviato un’opera di risanamento importante e indiscutibile”.
La prossima mossa delle Regioni “virtuose”, annuncia, sarà quindi quella di incontrare il presidente del Consiglio. “Appena Berlusconi tornerà in Italia – conclude -, credo che l’incontro con noi sarà tra le prime cose che metterà in agenda”.






