L’AQUILA – “Il prossimo anno, se verrà a trovarci, porti il portafoglio o, se le da noia, metta in tasca una banconota che non ruberà spazio e non la appesantirà di certo. Immagino avrà letto da qualche parte che con la solidarietà di quella serata (e di tanti altre con circa 140 concerti in quattro giorni) intendiamo costruire un Centro polifunzionale da donare agli abitanti di Amatrice”.
Lo scrive su Facebook Paolo Fresu, direttore artistico di Il Jazz italiano per le terre del sisma, rispondendo alle critiche di una signora, raccolte da AbruzzoWeb, che ha raccontato di essere stata messa in imbarazzo davanti a molte altre persone, al momento della richiesta dell’offerta economica sul piazzale di Collemaggio, dove si è svolto, tra gli altri, il concerto gratuito di Mario Biondi.
“Chi l’ha redarguita con leggerezza (alcuni di quelli che invitavano a donare nelle postazioni con le teche erano gli stessi musicisti che fino a qualche ora prima hanno suonato per le piazze, i chiostri e le strade dell’Aquila) ha passato un intero anno, volutamente senza compenso ma con molta passione, a offrirle nei suoni quella speranza che lei non è stata capace di cogliere nelle parole e nei gesti”.
“Gentile signora, non era il concerto di Mario Biondi – precisa poi Fresu – Ha sbagliato teatro: su quel palco sono passati un centinaio di musicisti (tutti a titolo gratuito) e inoltre un concerto di Biondi le sarebbe costato ben più di € 5 e di una birra”.





