L’AQUILA – Continuano a soffiare venti di burrasca sulla nomina dei due manager Asl tuttora vacanti, quelli delle aziende provinciali di L’Aquila e Chieti.

La quadratura, più volte data per trovata, in realtà appare ancora lontana. Tanto che, se non accadrà nulla di particolare nelle prossime ore, l’annuncio non ci sarà neanche in occasione della Giunta straordinaria convocata per venerdì prossimo.

Appuntamento, quest’ultimo, che sarà dedicato tutto alle designazioni dei capi Dipartimento. Per quanto concerne i nuovi direttori generali Asl, a questo punto diventa decisivo il vertice di maggioranza di centrodestra che si terrà mercoledì. Occasione ultima per tentare di risolvere il rebus prima della pausa ferragostana.

Se si dovesse riuscire a trovare un accordo, a quel punto le nomine potrebbero essere sancite nella prossima Giunta di lunedì 12 agosto.

Che il clima sia rovente all’interno del centrodestra per i ritardi nella scelta dei dg, e non solo, è testimoniato dalla sortita del vice coordinatore regionale della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, che senza mezzi termini ha paventato la possibilità di far mancare l’appoggio al sindaco Pierluigi Biondi

Venti di crisi al Comune dell’Aquila provocati certamente delle dinamiche legate all’attività amministrativa comunale, ma nella presa di posizione di D’Eramo c’è anche la battaglia sotterranea per la nomina del direttore Asl, da cui il Carroccio si sente esautorato a scapito del triumvirato Marsilio-Liris-Biondi.

Ecco il perché di un accelerazione per certi versi improvvisa e inattesa.
 
La commissione tecnica istituita dalla Regione ha terminato il lavoro sui propfili. Addirittura il 30 per cento di quelli considerati idonei avrebbe declinato l’invito non presentandosi ai colloqui. Il perché sarebbe dettato dall’esiguità del compenso previsto, molto più basso rispetto a quanto viene assicurato in altre regioni.

Per la Asl provinciale di Chieti sembra salda la posizione come favorito di Francesco Zavattaro, ora dirigente amministrativo ad Udine, già direttore generale nell’azienda teatina per due mandati non consecutivi per i quali sarebbe stata superata una presunta incompatibilità, di fatto cacciato dall’ex presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, del partito Democratico, rimpiazzato poi con Pasquale Flacco.

Si riaprirebbero invece i giochi per la Asl provinciale dell’Aquila: in ribasso le quotazioni di Ferdinando Romano, a lungo in pole position, tengono le new entry Vincenzo Ciamponi, direttore amministrativo della Asl di Desenzano sul Garda in provincia di Brescia, conosciuto in Abruzzo perché alle dipendenze, dal 2003 al 2007, della clinica privata pescarese Villa Pini e Antonio Paone, legato da una vecchia conoscenza con Marsilio, direttore della Asl Roma 2, proprio l’uomo che, inizialmente escluso dai papabili perché il bando originario prevedeva il limite di età a 65 anni, con un suo ricorso al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha causato il cambiamento in corsa.