L’AQUILA – Si sa, il ghiaccio porta con sé molti problemi. In questo periodo, come se non bastassero le nevicate e i disagi che queste hanno provocato, ora ci pensa anche il gelo a causare problemi agli abruzzesi.

I guai non sono solo per le macchine, ma anche per gli sfortunati pedoni che devono barcamenarsi sulle strade perché i marciapiedi sono ancora innevati e, dulcis in fundo, devono fare le gimkane tra le lastre di ghiaccio.

E i malcapitati che non riescono a cavarsela, finiscono per direttissima all’ospedale.

Nessuna città della regione ne è stata esclusa, in alcuni paesi, addirittura, le “cadute da ghiaccio” sono aumentate del 70 per cento rispetto alla norma.

A Chieti, per esempio, in una giornata sono state 15 le ambulanze uscite a soccorrere i pedoni, mentre solo nel giro di due ore ce ne sono state addirittura sette. E questo escludendo le persone che hanno raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti con mezzi autonomi.

“I casi che vediamo maggiormente – racconta ad AbruzzoWeb un’infermiera di Chieti – sono di frattura dei polsi o di femori e caviglie. Le persone che arrivano da noi sono soprattutto anziani, per questo invitamo tutta la popolazione a uscire lo stretto necessario e a evitare di percorrere strade ghiacciate”.

Nel Teramano il numero di cadute è anche maggiore rispetto a quello di Chieti, di media arrivano più di 25 casi con un aumento rispetto alla media del 60 per cento.

“La maggior parte delle persone riportano traumi molto gravi – afferma Tonino, un infermiere dell’ospedale Mazzini di Teramo – riportano principalmente fratture scomposte ai polsi e alle ossa lunghe, quindi femori. Tra i casi c’è stato anche quello di un funzionario dell’azienda Asl”.

“È un’ecatombe – prosegue – solo oggi ce ne sono stati cinque. Nei primi giorni i ricoverati erano principalmente giovani, perché impegnati a spalare la neve, adesso, con il ritorno del bel tempo stanno riuscendo anche gli anziani, e l’alto numero di casi di ‘cadute’ in questi giorni riguarda in particolare loro”, conclude.

Nel Pescarese, nonostante la temperatura non raggiunga quote estremamente basse, le copiose nevicate continuano a portare molta acqua in strada con la conseguente formazione di ghiacci nella notte.

Il caposala Mario Condemi, dell’ospedale di Popoli (Pescara), racconta: “c’è stato un aumento dei casi del 50 o 60 per cento, i nostri pazienti sono per il maggior numero anziani, anche se non mancano i giovani. Il referto vede di solito la frattura delle spalle, polsi, caviglie e femori”.

“Gli anziani devono uscire il meno possibile, perché le strade purtroppo non sono ancora sicure”, conclude il caposala di Popoli.

Al Santo Spirito di Pescara, invece, la situazione è molto più grave, come afferma il caporeparto del pronto soccorso, “ci sono circa una cinquantina di casi al giorno, se non di più. Oltre alle fratture ai vari arti e alle articolazioni, sono arrivati numerosi pazienti che riportano contusioni al torace e al bacino, e addirittura ad alcuni abbiamo dovuto mettere punti di sutura alla testa”.

“L’aumento delle cadute è stato di più del 50 per cento, e ci raccomandiamo che le persone escano lo stretto indispensabile. Arrivano da noi moltissimi giovani, ma anche molti anziani caduti soprattutto fuori l’uscio di casa”.

Fuori dal coro c’è il capoluogo di regione, L’Aquila. L’ospedale San Salvatore, infatti, tra adulti e bambini ha visto arrivare dal 3 febbraio al 14 febbraio, 380 casi di ‘cadute’ a causa della neve, un numero molto più basso rispetto all’anno scorso.

“Questo perché – afferma un referente del pronto soccorso – a causa delle abbondanti nevicate le persone sono rimaste a casa”.