L’AQUILA – Lasciati a loro stessi: così si sentono in queste ore gli amministratori locali alle prese con l’emergenza neve.
Le comunicazioni che arrivano dalla sala operativa della Protezione civile o dalle quattro prefetture dicono cose che già si sanno: c’è l’allerta, state attenti, vigilate sul territorio.
I mezzi dei privati che, in tempi normali, svolgono il servizio di sgombero delle strade sono stati precettati per dedicarsi alla viabilità principale, così i paesi rimangono bloccati.
Nei territori del “cratere” dove sono stati realizzati i moduli abitativi per alloggiare gli sfollati del terremoto del 6 aprile 2009, presenti in tre province della regione, all’allarme meteo si aggiunge quella delle possibili conseguenze di un carico eccessivo di neve gelata sui tetti.
Gli anziani non riescono a uscire di casa, le farmacie sono chiuse e i medici fanno fatica a raggiungere i pazienti.
Tra poco arriverà anche il problema dei rifiuti, che non possono essere smaltiti per il blocco delle strade.
Nel frattempo non giunge nessuna indicazione in ordine a come potranno muoversi i primi cittadini, che è bene ricordarlo sono le massime autorità locali di protezione civile, e a loro si rivolgono i cittadini, ormai allo stremo.
Per fare protezione civile, però, ci vogliono mezzi e risorse, che al momento mancano e non si conoscono le risorse a disposizione per acquisire quanto serve.
L’unico aiuto arriva dalle associazioni locali o dai singoli cittadini che si sono armati di tanta buona volontà e si sono messi a spalare la neve.
Alcuni, i più temerari o i più disperati, stanno facendo ordinanze di precettazione a loro volta alle ditte edili presenti sul territorio e stanno facendo spese che, un giorno, sperano di poter rendicontare.
Manca una strategia e manca una regia, è la lamentela che più comunemente proviene dai sindaci, e il fatto che la situazione non va verso un miglioramento accresce le preoccupazioni.
E, insieme ai cittadini, restano a guardare quest’ennesimo esempio di mancanza di prevenzione e organizzazione.



