TERAMO – E’ emergenza idrica senza fine in Abruzzo, in seguito al maltempo dei giorni scorsi, con altre frane, altri guasti alle condutture idriche, che sembrano fatte di burro, e ancora oltre 70 mila persone senz’acqua, tra le province di Pescara e Teramo e Chieti.

Nelle stesse infatti in cui l’assessore regionale alla Protezione civile, Mario Mazzocca, ha inviato una nota ai sindaci dei comuni abruzzesi e alle Province per definire le procedure di dichiarazione dello stato di emergenza, un nuovo movimento franoso ha danneggiato la condotta Tavo Nord nel territorio comunale di Castiglione Messer Raimondo (Teramo), lasciando senz’acqua quasi 30 mila persone, in quattro comuni: Città Sant’Angelo ed Elice (Pescara), Atri e Castilenti (Teramo).

Domani, fanno sapere dall’ Azienda comprensoriale acquedotti (Aca), arriverà un giunto scorrevole fatto preparare ad hoc e, se tutto andrà per il meglio, i cittadini avranno di nuovo l’acqua dalla tarda serata.

I movimenti franosi in molti casi stanno rendendo vani gli sforzi dei non si fa in tempo a concludere un intervento che nuove rotture si registrano su altri tratti delle condotte.

Il sindaco di Città Sant’Angelo, Gabriele Florindi, ha chiuso le scuole del centro storico.

La seconda emergenza riguarda l’adduttrice Tavo Sud, a Farindola (Pescara), dove si è verificata la terza frana nel giro di 24 ore. Dopo gli interventi di riparazione effttuate nelle ultime 48 ore, erano iniziate finalmente le manovre di reimmissione dell’acqua, ma la condotta ha ceduto a seguto della nuova frana, e l’erogazione è stata nuovamente sospesa.

L’intervento riprenderà domattina e anche in questo caso i cittadini torneranno ad avere l’acqua dalla serata.

Circa 35 mila gli utenti coinvolti nei comuni di Farindola, Penne, Collecorvino, Picciano, Loreto Aprutino, Pianella, Cappelle sul Tavo, Spoltore (frazioni Caprara, Santa Maria e centro storico), Montesilvano (zone collinari alte) e Moscufo, tutti in provincia di Pescara.

L’emergenza acqua nel Teramano riguarda poi alcune frazioni e metà dei residenti di Cellino Attanasio, sulle colline al confine tra la Val Vomano e la Val Fino. Più rotture sulla condotta non permettono infatti di servire i residenti attraverso l’acquedotto.

Sei frazioni di Cellino (contrada Feudi, Val Viano, Palumbi, Minghetti, Monteverde Basso e Faiete) dovranno essere rifornite con le autobotti inviate dall’azienda Ruzzo Reti spa ma anche nelle prossime ore dalla Regione, attraverso la Protezione civile, dopo la richiesta in questo senso avviata dalla Prefettura.

A secco anche i rubinetti a Colleminuccio, parte di Colleatterrato, via del Castello e zona alta di viale Bovio a Teramo; contrada Campiglio e Villa Camera di Campli; Villa Vallucci, contrada Santa Lucia di Montorio; contrada San Leonardo di Colledara; le zone interessate da rotture sulle condotte sono contrada Mulano Basso e contrada Vallone a Basciano, contrada Santa Lucia nella zona del cimitero di Canzano.

Problemi infine anche alla condotta idrica di Torre Marino, a Lanciano (Chieti), che ha subito una rottura a seguito dell’ennesima frana, attivata dal dopo il maltempo dei giorni scorsi.

La Sasi, società che gestisce la rete idrica, ha dovuto interrompere l’erogazione dell’acqua a Fossacesia, Frisa, Mozzagrogna, Ortona, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Santa Maria Imbaro e Treglio.

Per Lanciano problemi solo in alcune frazioni dell’area nord della città.

I tecnici Sasi sono stati costretti a realizzare un bypass alla condotta rovinata.

Il presidente della Sasi, Domenico Scutti, si è detto fiducioso che in serata il servizio idrico tornerà alla normalità.

Sul fronte elettricità ci sono ancora situazioni di disagio in molte frazioni di Teramo, Arsita, Bisenti, Castelli e Cellino Attanasio.

L’Enel è impegnata a recuperare le singole utenze, casa per casa, per ricollegare i contatori delle basse tensioni in piccoli agglomerati e case sparse di questi comuni, dove si provvede all’allaccio di gruppi elettrogeni.

I sindaci hanno fatto il punto con il Prefetto oggi, alla presenza dei referenti di Enel e Ruzzo, prima che venisse chiuso il Centro coordinamento soccorsi (Ccs), aperto per la fase di emergenza dallo scorso 5 marzo.

L’ASSESSORE MAZZOCCA AI SINDACI: “DEFINITE PROCEDURE DICHIARAZIONE STATO DI EMERGENZA”

L’assessore alla Protezione civile, Mario Mazzocca, ha inviato una nota ai sindaci dei comuni abruzzesi e alle Province per definire le procedure di dichiarazione dello stato di emergenza dopo i recenti eventi meteorologici di carattere eccezionale che hanno portato seri danni su gran parte del territorio regionale.

La Giunta regionale, infatti, con la deliberazione numero 173 del 06 marzo 2015, ha già richiesto lo Stato di emergenza. L’invio telematico dei dati, sarà’ possibile a partire da domani e dovrà avvenire entro e non oltre il 23 marzo 2015.

Mazzocca, fa riferimento alla delibera del 8 gennaio 2015 (pubblicata sul Bura ordinario n.5 del 04-02-2015) che specifica le procedure approvate e finalizzate alla richiesta dello Stato di emergenza, ai sensi della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri 26 ottobre 2012.

Si tratta di procedure che consentono la regolamentazione delle fasi di comunicazione e l’efficacia delle informazioni scambiate tra Comuni, Province, Prefetture e Regione al fine di consentire a quest’ultima, la predisposizione e la trasmissione degli atti di supporto alla richiesta di “dichiarazione dello Stato di emergenza” alla Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso il Dipartimento della Protezione civile.