L’AQUILA – “La Protezione Civile regionale è intervenuta solo a tarda notte per prevenire l’eccezionale alluvione nel teramano”.

Sono le dure parole dei consiglieri regionali del Pd Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca a caldo dopo l’incredibile emergenza ambientale che ha interessato gran parte della provincia di Teramo a partire dalle zone costiere (da Martinsicuro a Silvi) fino all’entroterra.

“Durante il question time di ieri – ricorda Ruffini – avevo avvisato in tempo  l’Assessore  Giuliante del pericolo che incombeva, ma ancora a tarda notte ho dovuto telefonare all’Assessore alla Protezione Civile perchè si rilevava palesemente l’assenza della macchina della protezione civile regionale. Solo dopo c’è stato un fattivo intervento”.

“Il ritardo delle istituzioni in questa tragedia è stato evidente soprattutto quello della Protezione Civile. Nonostante ci fosse l’allerta meteo dalle prime ore del pomeriggio non ci si è preparati in tempo ad affrontare l’emergenza lasciando i Comuni ed i sindaci in piena solitudine”.

Il giorno dopo la conta dei danni è pesante ed il bilancio seppur provvisorio impietoso: oltre 1000 frane (in media una ogni chilometro), ponti crollati o in pericolo di crollo, sottopassi sulla costa allegati, centinaia di automobili alluvionate, fiumi allagati, laghi esondati, zone industriali ed attività produttive messe in ginocchio, edifici pubblici inagibili e scuole chiuse in diversi Comuni. L’intera viabilità provinciale è a pezzi.

“Meno male che non c’è scappato il morto come nell’ascolano” dicono Di Luca e Ruffini. Ora Chiodi si ricordi di essere il Presidente della Regione teramano eletto anche grazie ai voti dei teramani e chieda subito lo stato di calamità insieme alla Regione Marche che già si è attivata”.

Per Ruffini e Di Luca visto che la Regione è stata tardiva nella prevenzione ora si faccia sentire con il Governo per assicurare alle comunità coinvolte l’aiuto necessario.

“Ci auguriamo che Chiodi prenda l’esempio dal Presidente della Regione Veneto, che all’indomani della grande alluvione che colpì la sua regione minacciò addirittura lo sciopero fiscale se non fossero arrivati subito i soldi dal Governo” dicono Di Luca e Ruffini.

“Ci aspettiamo dal Presidente un cambio di atteggiamento” incalzano Ruffini e Di Luca  “dimostri per una volta orgoglio e attaccamento alle sue comunità ed abbandoni lo stato di genuflessione verso gli ambienti romani”.

Il Pd auspica che questa tragedia non finisca come quella che colpì Tortoreto ed Alba Adriatica nel 2007 dove i finanziamenti promessi sono scomparsi nel fango.

“I Comuni ed i sindaci non possono essere lasciati da soli a gestire l’alluvione. Con i bilanci che si ritrovano sarebbe impossibile per loro far fronte a tale emergenza.
Le nostre alluvioni non possono essere sempre povere mentre quelle del nord ricche.

Ruffini e Di Luca hanno inoltre chiesto a Giuliante di incontrare urgentemente le comunità locali per raccogliere tutti gli elementi necessari per supportare la richiesta dello stato di calamità”.