PESCARA – In una nota inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ai ministri dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e dei Trasporti Altero Matteoli, al presidente della Regione, Gianni Chiodi, al prefetto di Pescara Vincenzo D’Antuono, al commissario straordinario del Porto di Pescara Guerino Testa, al sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e al comandante della Capitaneria di Porto di Pescara Luciano Pozzolano, la Confcommercio di Pescara ha interessato i rappresentanti delle istituzioni in merito alla pericolosa situazione in cui versa la foce del fiume Pescara.
“Tutti abbiamo sotto gli occhi le drammatiche vicende che Liguria e Piemonte, ma anche Campania e Basilicata, stanno vivendo in questi giorni – afferma l’associazione in una nota – colpite oltre ogni immaginabile previsione da condizioni meteorologiche che hanno messo letteralmente in ginocchio un’area vastissima, con danni incalcolabili alle persone e alle cose”.
“Uno scenario – continua Confcommercio – che riporta purtroppo alla memoria gli avvenimenti che colpirono Pescara nell’aprile del 1992, quando una vera e propria bomba d’acqua riversò un’ondata di piena sulla città, provocando l’esondazione del fiume Pescara e la conseguente distruzione di centinaia di pescherecci e imbarcazioni, causando altresì pericolosi allagamenti e danni ingenti alle attività commerciali e all’intero tessuto urbano”.
“Non vogliamo neanche pensare al ripetersi di una simile eventualità – dichiara Confcommercio – ma se a Pescara dovesse malauguratamente ripresentarsi un episodio analogo a quello del ’92, ma probabilmente anche di minore portata, tutti sappiamo che le attuali condizioni del fiume non consentirebbero di assorbire una tale quantità di acqua”.
“Il fondale del fiume che attraversa la città per sfociare poi nell’Adriatico – si spiega nella nota – è infatti divenuto una sorta di tappo, essendo pervaso da una tale quantità di sabbia e detriti che non solo rende impossibile il passaggio di navi anche di medio tonnellaggio, ma crea addirittura difficoltà di navigazione ai tanti pescherecci, che producono economia e ricchezza e sono fonte di sostentamento per centinaia di famiglie”.
“Timbri e cavilli – prosegue l’associazione – da anni mettono in pericolo l’incolumità dei cittadini, dal momento che intoppi burocratici non consentono di procedere all’indispensabile e ormai non più rimandabile dragaggio del fiume, i cui argini non sarebbero assolutamente nelle condizioni attuali in grado di reggere la furia degli elementi”.
“Il nostro grido di allarme – esorta Confcommercio – nasce anche dalla considerazione che nessun danno è stato mai risarcito agli operatori e alle attività commerciali in occasione di analoghi accadimenti verificatisi negli anni precedenti. Tale situazione è da ritenersi pertanto di assoluta emergenza!”.
“Prima di essere costretti a leggere i desolanti comunicati del giorno dopo, dai quali apprendere solo a cose fatte di danni incalcolabili e piangendo la perdita di vite umane, la Confcommercio – conclude – ha richiesto da subito alle istituzioni competenti il riconoscimento dello stato di emergenza per la situazione del fiume Pescara e il conseguente intervento immediato di bonifica dei fondali già da domani”.





