L’AQUILA – “Ci sono 19 autisti eccezionali che da giorni stanno lavorando per rimuovere la neve con gli spazzaneve, ma non so se riuscirò a confermare il loro contratto che scade lunedì. Forse ci riuscirò grazie allo stato di emergenza, ma in Italia la prevenzione deve essere una priorità per far fronte alle emergenze”.
Queste le parole del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che questa mattina ha partecipato, in collegamento dal capoluogo, alla trasmissione televisiva di Rai3 Agorà, condotta dal giornalista Andrea Vianello.
Una puntata, a cui ha preso parte anche l’onorevole Pdl Maurizio Scelli di Sulmona (L’Aquila), incentrata sulla nuova perturbazione che sta interessando gran parte delle regioni Italiane. Un’emergenza nell’emergenza all’Aquila, dove ai problemi legati alla ricostruzione bloccata si aggiungono quelli di una città che nei giorni scorsi è rimasta paralizzata a causa di precipitazioni nevose che hanno sfiorato, e in alcuni casi superato, anche il metro di altezza.
“Le previsioni sono state rispettate e per questo è stato predisposto ogni tipo di intervento. La settimana scorsa la Protezione civile è entrata in azione in modo diverso rispetto a come accadde per il terremoto, ma capisco che ci sono dei meccanismi diversi. E’ giusto anche che i sindaci siano i primi responsabili di Protezione civile sul territorio e si prendano responsabilità ma prevedere le emergenze vuol dire fare investimenti sul territorio. Il piano neve viene predisposto a settembre d’intesa con altri Enti e il Comune si attrezza con i mezzi che ha a disposizione”.
“Io, per esempio, ho 19 autisti che forse riuscirò a confermare solo grazie allo stato di emergenza, ma i loro contratti scadono lunedì – ha aggiunto il primo cittadino – Con le norme che ci sono nei Comuni è impossibile assumere”.
L’ex parlamentare Ds è poi tornato sui disagi della scorsa settimana: “Il problema non è stato tanto quello delle precipitazioni nevose, quanto il fatto che per per più di 50 ore L’Aquila è stata isolata dal resto d’Italia a causa della chiusura delle autostrade. Ho dovuto requisire le pompe di benzina per rifornire di gasolio i mezzi spargineve e spartisale.
Cialente, poi, si è soffermato sul rischio idrogeologico che grava sul territorio.
“Se dovessero arrivare correnti di scirocco la neve si scioglierebbe e ci sarebbero rischi dal punto di vista idrogeologico. Per prevenirli, per pulire fossi, canali e letto del fiume, servirebbero 50-60 milioni. Non sarebbero soldi buttati, ma un’investimento sul futuro. Attualmente le uniche armi in mano dei sindaci per affrontare le emergenze sono i provvedimenti di chiusura delle scuole e l’invito alla popolazione a non uscire. Un po’ poco, sembra quasi una sorta di ‘Io speriamo che me la cavo’. A questo si aggiunge il fatto che la Protezione civile è bloccata dalla burocrazia”.
Focus finale sulla ricostruzione bloccata nel capoluogo.
“All’Aquila si spendono 100mila euro al giorno per l’assistenza alla popolazione. Nel 2011 sono stati letteralmente buttati, quelli sì, 40 milioni perchè la ricostruzione pesante non è partita. Le ordinanze sono rimaste bloccate per 6-7 mesi al Ministero dell’Economia e non è partito nemmeno un cantiere”. (g.a.)





