TERAMO – “Quella morte forse poteva essere evitata: Anas e Protezione Civile forse non hanno presidiato adeguatamente. Parliamo di un sottopasso importante, dove c’è un’alta densità di traffico e vi si collega un’autostrada. Invece pare che sia rimasto incustodito, abbandonato, forse privo della necessaria sorveglianza. Vi è stata una valutazione del pericolo probabilmente inadeguata e purtroppo involontariamente ha prodotto la prima vittima nel teramano.” A dichiararlo, con una nota congiunta, sono i consiglieri regionali del Pd, Claudio Ruffini, Camillo D’Alessandro e Giuseppe Di Luca.
“Nessun intervento, nessun comunicato, nessun segno di vicinanza alle popolazioni che hanno contribuito maggiormente alla sua elezione a Presidente” aggiungono Di Luca e Ruffini “forse per far svegliare Gianni Chiodi doveva scapparci il morto, come purtroppo è avvenuto, altrimenti chissà quando se ne sarebbe accorto che nella sua città e nella sua provincia erano crollati ponti ed autostrade e numerose aziende erano in ginocchio. Come diceva Beckett nel suo famoso romanzo ‘Aspettando Godot’ oggi possiamo dire “Ma quando arriva Chiodi? Del resto i cittadini del teramano hanno visto in queste ore la differenza di attivismo tra il Presidente della Regione Marche Spacca e Chiodi”
Altro pericolo annunciato, è secondo Di Luca e Ruffini , la preoccupazione della tenuta della carreggiata lato sud della Teramo-mare.
“Nello scorso mese di novembre presentammo un emendamento al Programma Triennale 2010/2012 delle Opere Idrauliche finalizzato alla tutela e risanamento idrogeologico del territorio” aggiungono i due consiglieri”.
“Chiedemmo insieme ai consiglieri regionali teramani che nel dispositivo della delibera fosse aggiunto: “di determinare ogni utile iniziativa per porre in priorità assoluta l’intervento riguardante il fiume Tordino in corrispondenza del marcato restringimento dell’area golenale demaniale confinata tra la super-strada Teramo-Mare e la S.p. n.25/A tra i Comuni di Castellato e Bellante”.
“Sono arrivati 40 milioni di euro di finanziamento per le opere idrauliche” spiegano i consiglieri teramani del Pd, “ma quel tratto del Tordino non è stato inserito. Era sufficiente solamente 1 milione di euro per mettere in sicurezza quella parte della Teramo-Mare.”
Sulla vicenda inteviene il Capogruppo del PD in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro
“Dilettanti allo sbaraglio – rincara D’Alessandro – incapaci di essere all’altezza delle situazioni, questo è il centro-destra al governo. Di fronte a chiare previsioni meteorologiche che anticipavano il rischio di precipitazioni fuori norma sul teramano con tutte le conseguenze del caso, cosa ha fatto il giorno prima la Regione Abruzzo? Ha mandato i fax ai Comuni, versione moderna del lavarsi le mani”
“Bisognava organizzare – conclude l’esponente del PD – il presidio fisico, con unità della protezione civile , su punti sensibili per evitare accessi e transiti pericolosi, per esempio su ponti, sottopassi e gallerie. Tutto ciò però non è avvenuto”.






