L’AQUILA – “Sull’efficacia del vaccino contro il Covid-19 ormai c’è da scrivere barzellette, siamo arrivati alla quarta e alla quinta dose ed è chiaro a tutti che non ha funzionato come si pensava. E, nel frattempo, la pratica del gain of function non viene fermata, i malori e le morti improvvisi e le reazioni avverse non si arrestano”.

Lo ha dichiarato Giovanni Frajese, docente di Endocrinologia all’Università del Foro Italico – a margine di un incontro molto vivace e dai toni molto duri nei confronti di chi ha sostenuto e continua a sostenere la narrativa ufficiale sul Covid-19 – all’Aquila, ieri, nella sala Ipogea di Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale abruzzese, dal titolo “Chi ti ama ti protegge”, in cui si è parlato della battaglia, nata nell’epoca delle vaccinazioni contro il Covid-19, per imporre uno screening cardiaco da zero ai quattordici anni di età alla luce dell’aumento delle morti improvvise anche nei più giovani, e di molti altri temi che hanno segnato la cosiddetta emergenza Covid-19, tra cui obbligo vaccinale, utilizzo delle mascherine, reazioni avverse, sospensioni delle libertà individuali, oltre alla recente inchiesta sulla gestione della stessa emergenza.

All’incontro sono intervenuti, oltre al professor Frajese, Alessandro Capucci, professore ordinario di Malattie dell’apparato cardiovascolare a Bologna e già direttore della Clinica di Cardiologia dell’Ospedale Torrette di Ancona, Paola Ponzo, psicologa psicoterapeuta, Marco Cipolletti, consigliere regionale abruzzese di Fratelli d’Italia e primo firmatario della risoluzione 80/V presentata in Commissione regionale Sanità per ottenere lo screening cardiologico per la fascia di età 0 -14 anni, Augusto Sinagra, docente di Diritto internazionale, Giulio Pedone, docente di Oftalmologia, Giuseppe Barbaro, specialista cardiologo, Raffaella Regoli, giornalista della trasmissione Mediaset “Fuori dal coro”, Valerio Mancini, consigliere regionale leghista in Umbria, e Vincenzo Baldini, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale e Domenico Liberati, del comitato “Difesa minori”. A moderare il dibattito sono stati Nicoletta Di Santo, vicepresidente del circolo di Fratelli d’Italia di Pianella (Pescara) e il giornalista Paolo Sinibaldi.

“Adesso è più facile parlare dei vaccini – ha dichiarato Frajese ad AbruzzoWeb –. Sono passati due anni, è cambiato tutto. All’inizio ero completamente isolato, col tempo si sono unite tante bravissime persone, tante portavano già avanti la loro lotta, ma, soprattutto è cambiata la percezione che la gente ha su questa storia. Sull’efficacia del vaccino ormai c’è da scrivere barzellette, siamo arrivati alla quarta e alla quinta dose ed è chiaro a tutti che non ha funzionato come si pensava. Sulla sicurezza, tanti risvolti non sono stati studiati in maniera approfondita. Ed è triste che la maggior parte dei colleghi facciano gli struzzi. Capisco che è scomodo, che è difficile, ma è ora di avere un dialogo sereno sui dati scientifici pubblicati. Non si può andare avanti con la narrativa sulla sicurezza e sull’efficacia di questo prodotto, perché non è ciò che la scienza ci sta dicendo. Prodotto che, tra l’altro, ci verrà riproposto in ogni salsa”.

Frajese, poi, ha risposto a una domanda sul gain of function, il guadagno di funzione, tecnica con cui ad esempio in bioingegneria si alterano le funzioni dei virus allo scopo di studiarli o di produrre armi biologiche.

“È un discorso che va affrontato a livello mondiale – ha detto il docente romano – ma si tratta di studi di biotecnologia militare che poi possono avere impieghi ed usi completamente differenti da quelli annunciati. Ormai è di dominio quasi pubblico il fatto che ci sia una sequenza di 19 nucleotidi all’interno del Sars-Cov2 brevettata tre anni prima da Moderna. Ecco, è francamente inconcepibile che quanto accaduto possa essere naturale. Speriamo che la politica e l’informazione se ne accorgano, il gain of function andrebbe proibito da tutti nel mondo. Se ne usciranno altri, rischieremo di avere risultati molto peggiori rispetto a quelli visti con il Covid-19”.

Per Augusto Sinagra, “Bisogna aspettare che la situazione economica peggiori ulteriormente, fino al punto da superare l’individualismo e l’egoismo del genere italiano. Quando, per la necessità delle cose, si sarò riscoperto il senso della solidarietà che superi l’indifferenza di oggi, quando la fame riguarderà tutti, forse questo popolo di invertebrati si muoverà e farà qualcosa”.

“Dell’Organizzazione mondiale della sanità non mi occupo minimamente – ha quindi aggiunto il giurista – non è una organizzazione internazionale, ma un ente che non saprei come qualificare e che ha il compito di assecondare le discutibili finalità dei suoi finanziatori privati, tra cui diversi magnati della finanza a livello mondiale”.

“Il cittadino non ha più fiducia neanche nelle forze armate? Che fiducia può avere quando c’è chi dichiara che il compito delle forze armate non è quello di difendere i confini nazionali? Che fiducia può avere il cittadino nelle forze armate quando vede che i suoi appartenenti non si pongono a difesa dei cittadini, ma compiacciono la volontà governativa o presidenziale? Quando vedono generali di Stato maggiore che non valgono niente e che nonostante questo soni strapagati?”, ha detto ancora Sinagra.

“Nell’emergenza Covid-19 si è perso il senso delle libertà costituzionali e dei diritti costituzionali. Si è recepito l’infamia che il diritto è concessione del governo, si sono devastate le coscienze. E queste sono cose che non solo non si possono perdonare, ma per le quali non c’è sanzione adeguata. Perché alla distruzione materiale si può rimediare, lo abbiamo visto con la Seconda guerra mondiale persa con disonore, tradimento e con la resa incondizionata, ma l’Italia l’abbiamo ricostruita. Per ricostruire la coscienza di un giovane, quanti anni ci vorranno? Cosa ci aspetta? Il progetto di distruzione va avanti, ma il popolo italiano, per quanto sia boccalone, dopo l’esperienza Covid-19 e da quanto sta emergendo grazie alla stampa sana, non reagirà con cieca obbedienza”, ha concluso.

“Parliamo di cure per i nostri ragazzi e per le nostre ragazze, parliamo di prevenzione. Anche la Commissione sanità vorrà iniziare questo percorso di screening, perché dopo il periodo vaccinale gli effetti avversi che hanno colpito i più giovani si deve avere un modo di prevenire. È evidente la preoccupazione negli occhi dei genitori, e anche i medici sono preoccupati. Anche io, come politico, mi sento investito di una importante responsabilità. Le istituzioni devono accogliere le istanze dei cittadini, qui in Abruzzo lo state facendo, anche perché si parla della salute dei più piccoli. Purtroppo, è un tema non attenzionato dai media nazionali. I numeri sono preoccupanti”, le parole di Valerio Mancini, esponente politico della Lega in Umbria.

“Accogliamo con soddisfazione il richiamo alla pacificazione del governatore del Veneto. Ha ragione Zaia, non servono colpevoli, ma coscienze accorte che riaprano uno scenario di speranza per le giovani generazioni, ed è urgentissimo monitorare gli effetti di scelte veloci per garantire alle future generazioni il diritto costituzionalmente garantito, quello alla salute. Lo dobbiamo ai nostri figli”, ha affermato Domenico Liberati. (red.)