L’AQUILA – Manca ancora la nomina ufficiale per il soggetto attuatore deputato alla gestione delle macerie, da più parti indicato nella figura di Sergio Basti, direttore regionale dei Vigili del Fuoco ed ex alto funzionario del corpo, e già è sul tavolo la prima delicata questione da dirimere: quella relativa ai costi per la selezione e il trattamento dei materiali derivanti dai crolli del sisma del 6 aprile 2009.

In virtù delle ordinanze vigenti è l’Asm a svolgere questo compito, mentre il trasporto nella maggior parte dei casi è attuato da Vigili del fuoco ed esercito. Allo ‘zar’ delle macerie verrà prospettato un conto analitico dei costi, un piano economico, di cui al momento non si conosce ancora l’entità. Secondo le prime stime si parla di circa 5-600mila euro l’anno per linea di produzione, ma tutto deve essere ancora definito ed approvato.

“Appena verrà nominato  il soggetto attuatore – spiega il presidente dell’Asm, Luigi Fabiani – produrremo questo documento e verrà definito il costo il costo sostenuto dall’Asm per le attività che svolge,  ovvero quelli della selezione, trasporto dove autorizzati con Vigili del fuoco ed Esercito, e la triturazione trattamento delle macerie nella ex cava Teges. Ma sono numeri che devono ancora essere quantificati”.

La stima dei costi verrà effettuata, più che sulla scorta di stime o di un prezziario definito, sulla base delle attività svolta dagli operai Asm.

“Il prezziario è dato dalle singole fasi di lavoro.  – spiga Fabiani – Per esempio il lavaggio macerie costa normalmente 25 euro a tonnellata. Là dove devono essere lavate bisogna intervenire in quel senso. Il progetto che presenteremo, però, sarà  complessivo, non sarà nemmeno stilato sulla base delle tonnellate dei materiali lavorati. Il discorso è più ampio. Se a noi ci chiedono contemporaneamente di aprire 10 linee noi dobbiamo chiamare 5 persone per ogni linea, quindi 50 persone. Se invece ne autorizzano una sola il discorso è diverso”.

Il presidente Asm, inoltre, chiederà di poter sforare i vincoli del patto di stabilità per poter effettuare delle assunzioni:

“Poi noi abbiamo chiesto un’altra cosa: di essere svincolati dal rispetto del patto di stabilità per fare assunzioni a tempo determinato per tutta la durata dell’emergenza, ovvero del lavoro con le macerie. Se non ci viene autorizzato dovremo fare riferimento ad un’agenzia interinale. Ma fino a quando non viene nominato il soggetto attuatore è difficile dare risposte specifiche”.

Sino ad oggi, comunque, l’azienda è stata retribuita in virtù di specifiche direttive dell’Amministrazione comunale.

“C’è stata una delibera dirigenziale del marzo 2010 a cui ci siamo attenuti che, secondo dei conti dell’Amministrazione, autorizzava una spesa per 42mila euro a settimana per ogni linea di lavoro. Ci sono 2attualmente due linee attive, che sono state alternativamente quella di Onna, Piazza D’Armi, poi a Pile e via Roma. Uno dei primi compiti del soggetto attuatore sarà quello di definire i costi”.

Costi che non sono relativi esclusivamente al personale, ma anche alle attrezzature.

“Per quanto riguarda il personale credo che quello del personale di  Vigili del fuoco ed Esercito è già definito, visto che hanno loro retribuzione in  quanto dipendenti dello Stato. Entro maggio, inoltre, I Vigili del fuoco avranno a disposizione sette nuovi mezzi. A noi la Struttura tecnica di missione ha chiesto di quali attrezzature avevamo bisogno (tipo cassoni coperti e cassoni non coperti), noi abbiamo fatto la lista della spesa che ammonta a 5,7 milioni complessivi. Dopodiché sottoporremo business plain”.

“Quantificheremo personale necessario sia per i trasporti, sia per la selezione, per la triturazione trattamento. Sulla base di questo elaboreremo il business plain. Per ogni linea, a grosse linee, si parla di un costo di 5-6mila euro l’anno ma il conto è più che approssimativo e può essere rivisto” ha chiosato Fabiani.

Martedì mattina, intanto, si svolgerà presso la Stm un incontro proprio sulle macerie.