L’AQUILA – Le macerie non si toccano. Stop ai cantieri e agli impianti che lavorano gli inerti. Stop alle demolizioni e allo sgombero dei percorsi pubblici.

Sono questi gli effetti dell’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri 3923, firmata il 18 febbraio e pubblica sulla gazzetta ufficiale quattro giorni dopo.

Il trasporto, recita l’Opcm, è delegato ai Vigili del fuoco, alle Forze armate e, limitatamente ai rifiuti selezionati, ad Asm. Nessun altro può spostare le macerie fuori dai cantieri di lavorazione.

Il risultato è che, non avendo i soggetti in questione mezzi e personale a sufficienza, tutto è fermo. L’Ance si lamenta, anche se ha ricevuto rassicurazioni da Chiodi che tutto si sistemerà presto.

Ma, soprattutto, sono i titolari degli impianti di recupero dei rifiuti inerti, alcuni dei quali hanno fatto importanti investimenti proprio in vista della mole di lavoro prevista, che pagano le conseguenze maggiori e sono sul piede di guerra e minacciano azioni di protesta clamorose.
 
Di tutta la vicenda è ben informato Franco Gabrielli che ha mandato Giacomo Aiello, “mente” delle ordinanze di Protezione civile, a rendersi conto della situazione e ha messo al lavoro la struttura del dipartimento nazionale.

Ritmi serrati, dunque, dalle parti dell’ufficio legislativo di via Ulpiano per dipanare la matassa. La soluzione è quasi pronta: si tratta di una nuova ordinanza che all’inizio della prossima settimana sarà sottoposta alla firma di Berlusconi.

Il provvedimento servirà a sospende parzialmente gli effetti della Opcm 3923, nella parte relativa al trasporto e allo smaltimento delle macerie affidati esclusivamente a soggetti pubbblici, e dovrebbe sbloccare i cantieri.

Intanto è di ieri la notizia della lettera della Provincia dell’Aquila, datata 2 maggio 2011, che ha fatto sobbalzare sulla sedia le imprese che operano nel settore, nella quale si sottolinea la necessità di verificare che i rifiuti inerti in ingresso conferiti da trasportatori privati non provengano da edifici oggetto di finanziamento pubblico.

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LA NORMATIVA VIGENTE

La presenza di Giacomo Aiello, consigliere giuridico del dipartimento nazionale della Protezione civile, alla riunione del tavolo tecnico di giovedì è servita a prendere informazioni, tra le altre cose, sulla questione macerie.

Aiello ha ascoltato, preso nota e riportato a Franco Gabrielli, che subito ha attivato gli uffici per impedire il blocco prolungato dei lavori, pubblici e privati, che prevedono la movimentazione delle macerie all’esterno dei cantieri: più o meno tutti.

L’ordinanza numero 3923 del 18 febbraio scorso prevede che il trasporto delle macerie sia effettuato da soggetti pubblici quali Asm, Vigili del fuoco o Forze armate, cosa per cui si era battuto nelle riunioni Gianfranco Mascazzini, poi posto agli arresti domiciliari per l’inchiesta sui rifiuti di Napoli.

Pompieri e militari, però, hanno fatto sapere che non hanno il personale sufficiente né i mezzi adeguati. Cose a cui dovrebbe pensare il soggetto attuatore in corso di nomina.

Ma nel frattempo? Si chiedono i sindaci, le imprese e i proprietari. A questa domanda dovrebbe dare una risposta, appunto, l’ordinanza che sta preparando la Protezione civile e che dovrebbe andare alla firma di Berlusconi i primissimi giorni della prossima settimana.

LA NUOVA ORDINANZA

Nel provvedimento dovrebbe essere prevista una sospensione del comma 4 dell’articolo 1 dell’Opcm 3923 fino a che tutto il sistema di selezione, trasporto e smaltimento delle macerie non sia organizzato in maniera puntuale, attività per cui, probabilmente, ci vorranno dei mesi, considerati anche i tempi per l’allestimento del Polo tecnologico di Barisciano (L’Aquila) e per l’ampliamento della cava ex-Teges, ormai strapiena.

Fino a quella data rimarrebbero in vigore le norme precedentemente adottate e si potrebbe, quindi, continuare a sgomberare le macerie dai centri storici e a smaltire quelle provenienti dalle attività di ricostruzione.

LA PROVINCIA: ”STOP ALLO SMALTIMENTO DELLE MACERIE”

Il dirigente del settore Ambiente, Francesco Bonanni, ha scritto ai titolari delle aziende che lavorano le macerie che “alla luce di tale Ordinanza (la 3923, ndr) e in assenza di diverse  disposizioni normative, questo Settore, al fine di prevenire comportamenti illeciti, ritiene doveroso richiamare l’attenzione dei titolari degli impianti di recupero dei rifiuti inerti sulla necessità di verificare che i rifiuti inerti in ingresso conferiti da trasportatori diversi da quelli su indicati (Vigili del fuoco, Forze armate e, limitatamente alle frazioni differenziate, Asm, ndr) non provengano da edifici oggetto di finanziamento pubblico”.

Oltretutto le imprese non possono neanche recuperare i cassoni affidati alle ditte edili perché è vietato muovere anche un solo sasso.

FORESTALE E NOE IN AZIONE

Sul fatto che sulla cosa non si scherza lo dimostra l’intensificazione delle attività della Forestale e della Polizia provinciale, che già hanno effettuato dei sequestri, e il previsto affiancamento da parte del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri.

D’altra parte l’aveva detto, all’indomani del terremoto, nel corso di una riunione con i sindaci del “cratere”, lo stesso Guido Bertolaso, uno che difficilmente tergiversava sulle decisioni: “Occhio che con le macerie c’è da scottarsi le mani, ve lo dice uno che con i rifiuti ha avuto a che fare”.

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