L’AQUILA – “Un movimento ambientalista e riformista”, ‘’post-ideologico e democratico” guidato da un “organismo collegiale democraticamente eletto” al posto di un capo politico. Riforma nella gestione della piattaforma Rousseau, vissuta secondo tanti come un corpo estraneo.
“Rinnovata fiducia per il governo”, ma stop “voti ai voti al buio sui decreti”.
Aprire insomma il Movimento 5 stelle come una scatola di tonno, come il fondatore Beppe Grillo voleva fare con il Parlamento: è questo il non facile compito che si e’ messo in testa di portare a compimento il senatore abruzzese Primo Di Nicola, , ex giornalista dell’Espresso, del Fatto quotidiano e del Centro, firmatario, assieme ai colleghi di palazzo Madama Emanuele Dessì e Mattia Crucioli, di un documento che agita in queste ore i pentastellati già dilaniati da dissidi, dati in crisi di consensi e identità, e con il leader e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio sempre più sulla graticola.
Raggiunto telefonicamente da Abruzzoweb, Di Nicola ammette i problemi e si dice convinto che in quelle quattro pagine da lui elaborate e sottoscritte con i colleghi c’è indicata una via per superare le difficoltà e rilanciare il M5s.
“Questa iniziativa – esordisce Di Nicola – nasce da una riflessione comune, da un confronto con i colleghi parlamentari, con gli amministratori locali, con gli attivisti, dall’ascolto delle assemblee. E ha un unico scopo: dare una risposta adeguata ai problemi, operando innanzitutto quei cambiamenti nell’organizzazione interna non più rinviabili. Anche per valorizzare meglio e di più l’azione di governo che ha consentito di varare riforme e leggi straordinarie come il reddito di cittadinanza, quota 100, la Spazzacorrotti, oltre ad avere varato in condizioni di grandi difficoltà due leggi di bilancio che hanno dato le prime risposte alle emergenze economiche e sociali che affliggono i cittadini”.
E, tiene a precisare, non è un’opa ostile nei confronti di Di Maio.
“Il problema non sono le persone: Di Maio ha avuto il merito di aver portato questo movimento ad un successo politico straordinario e non merita il trattamento che in tanti gli stanno riservando. Ripeto, va aggiornata l’organizzazione interna e Luigi continuerà certamente a recitare un ruolo di primo piano nel M5s e nella politica italiana. Sono sicuro prenderà le decisioni giuste. Il M5s ha un passato e un presente, e ha un futuro da giocarsi contando su straordinarie risorse interne. Anche il dibattito che in questi giorni si sta sviluppando lo dimostra”.
E come già riferito all’Agi la figura del capo politico, uomo solo al comando, non funziona più in questa fase perché è “poco adatta alle complessità che animano il Movimento” e anche perché “quattro occhi vedono meglio di due e sei meglio di quattro”.
Aggiunge poi Di Nicola, “Questo documento è una base di discussione aperta a tutti, a cominciare dalle migliaia di iscritti che sul territorio fanno sforzi straordinari, non è un documento chiuso. Chiunque voglia dare un contributo, emendandolo, può farlo scrivendo all’indirizzo mail [email protected]”.
Si potrebbe obiettare che i sondaggi sembrano dire cose diverse, in Emilia per fare un esempio M5s è dato intorno ad un imbarazzante 5 per cento. I gruppi parlamentari perdono pezzi, con tante defezioni. E il sospetto è che qualcuno abbia deciso di andarsene per non dover più autoridursi lo stipendio, come era nei patti sottoscritti prima delle candidature e nel regolamento M5s.
“La crisi di consenso è innegabile – spiega Di Nicola – ma la politica non è solo sondaggi o performance elettorale. Va ricordato che, per quanto riguarda le competizioni imminenti in Calabria ed Emilia Romagna, il M5s non si esprime al meglio nelle competizioni locali e regionali. Tutti lo sappiamo. Le riforme che proponiamo vogliono essere una risposta anche a queste criticità che secondo noi frenano l’azione dei nostri attivisti e la nostra azione politica”.
Sulle defezioni Di Nicola, che è tra quelli che la quota di 2mila euro e rotti al mese le ha versate puntualmente ogni mese, e non si sono presi le rampogne e minacce di espulsione riservate a ritardatati e morosi, si limita a dire che “sono scelte personali, e ciascuno si assume la responsabilità di quello che fa. Accade anche negli altri partiti, ma la scelta in definitiva è sempre politica: chi se ne va, in un modo o in un altro, lo fa sempre lamentando il fatto che su alcune questioni importanti non ha avuto risposta. Con le proposte contenute nel documento noi cominciamo a farlo”.
Quanto alla contestata piattaforma Rousseau, Di Nicola spiega che è “uno strumento straordinario che Davide Casaleggio ha avuto il merito di sviluppare. Molti non sono però soddisfatti del metodo di gestione e chiedono di portarla sotto il controllo interno dell’organo collegiale che si vorrebbe creare: naturalmente, spetterà agli iscritti decidere se, come e quando”.






