L’AQUILA – È improvvisamente morto a 70 anni, stroncato da un infarto, il magistrato Michele Renzo, già capo della Procura della Repubblica antimafia dell’Aquila.
Da un anno in pensione dopo una vita con la toga, Renzo, originario di Alife, in provincia di Caserta, era ormai di fatto perugino.
“Ho fatto il magistrato sempre con l’intento di aiutare i più deboli, quelli che hanno meno possibilità di accesso alla giustizia”, dichiarò nel breve discorso di commiato ad agosto dello scorso anno, nel giorno del suo addio dopo 7 anni di attività nel palazzo di giustizia dell’Aquila.
Renzo, arrivato nel 2016, in Abruzzo ha dato impulso e coordinato moltissime inchieste su più fronti che vanno dalle infiltrazioni malavitose, anche alla luce dei milioni che ogni anno vengono ancora spesi negli appalti per la ricostruzione dell’Aquila e dintorni, fino alla lotta contro il terrorismo islamico.
In una nota il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi scrive: “A nome della Municipalità e a titolo personale, esprimo profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa del magistrato Michele Renzo, a capo della Procura della Repubblica antimafia dell’Aquila per sette anni, dal 2016 al 2023. Dopo una vita trascorsa come servitore dello Stato in ragione dei più alti valori di giustizia e legalità, Renzo era in pensione un anno. Ricordo ancora la cerimonia di commiato, presso il palazzo di giustizia dell’Aquila, un’occasione per ricordare il forte impegno dedicato al coordinamento di numerose inchieste che hanno interessato l’Abruzzo, dal contrasto alle infiltrazioni malavitose nella ricostruzione dell’Aquila fino al terrorismo islamico. Alla famiglia Renzo giungano le mie più sentite condoglianze”.





