L’AQUILA – È scomparso nel primo pomeriggio, all’età di 95 anni, l’avvocato Attilio Cecchini, storica figura nel foro dell’Aquila, oltre che autentico punto di riferimento sociale e culturale del capoluogo regionale. Il legale era ricoverato nella struttura dell’Ex Onpi, all’Aquila: aveva scoperto di recente un male incurabile.
Innamorato della sua professione, anche alla luce delle buone condizioni di salute aveva esercitato l’attività forense fino a poco tempo fa, non avendo timore della pandemia. A fine novembre Cecchini, tra le altre cose candidato sindaco alle elezioni comunali e consigliere comunale, aveva discusso l’ultima causa, tra l’altro con un verdetto favorevole al suo assistito. La notizia della scomparsa di “don Attilio” ha fatto il giro della città suscitando commozione e dolore. Un paio di anni fa era stato insignito della toga di platino dall’ordine forense aquilano. I funerali si svolgeranno all’Aquila il 7 gennaio alle 15 nella basilica di Collemaggio. (Qui l’ultima intervista di Abruzzoweb)
Alla famiglia le condoglianze della redazione di Abruzzoweb.
BIONDI: “L’AQUILA PERDE UNO DEI SUOI FIGLI PIU’ CARI”
“Ho appreso con profondo rammarico la notizia della scomparsa dell’avvocato Attilio Cecchini. Una perdita che colpisce gravemente tutta la nostra comunità”.
Sono le parole del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi che scrive: “Oggi la città dell’Aquila perde uno dei suoi figli più cari. – ha proseguito Biondi – L’avvocato Attilio Cecchini era apprezzato e stimato per le sue doti umane e professionali. Vero e proprio principe del foro, ha legato il suo nome alla storia del capoluogo d’Abruzzo. La primavera scorsa aveva compiuto 95 anni, sempre in piena attività, instancabile e appassionato. Come avvocato aveva legato il suo nome ad alcuni dei più noti processi dell’ultimo trentennio, con una vasta eco mediatica. Agli inizi degli anni Novanta era stato tra i protagonisti di una lunga epopea giudiziaria legata agli arresti eccellenti, che colpirono il cuore della politica abruzzese, riportando clamorosi successi nella sua difesa, condotta con formidabile competenza ed eccezionale intuito. Lo ricordiamo anche per il suo ruolo chiave nel processo Peruzza, uno dei casi più controversi e drammatici della cronaca nera di quegli anni, il cosiddetto ‘delitto di Balsorano’. Negli anni più recenti si è occupato del processo ‘Grandi rischi’, dopo il sisma del 2009, e, come difensore di parte civile, a quello per il crollo della Casa dello Studente”.
“Attilio Cecchini, tuttavia, non è stato solo un grande avvocato, ma anche un valente giornalista, firma di autorevoli organi di informazione, come ‘La voce d’Italia’ e ‘Paese sera’, distinguendosi per analisi di grande coraggio e intelligenza politica, come corrispondente dal Venezuela, dove visse diverse per anni. ‘Giornalista di razza e principe del foro’, come la ha definito il giornalista Angelo De Nicola nel libro che ne ricostruisce la biografia, l’avvocato Cecchini lascia un vuoto incolmabile e un ricordo indelebile. Ai suoi cari, alla figlia, le condoglianze a nome della municipalità e mio personale”.
PEZZOPANE: “PERSONA STRAORDINARIA, MENTE APERTA ED AUTOREVOLE”
“Colpisce forte la perdita dell’Avvocato Attilio Cecchini, era una personalità davvero speciale. La sua morte ci priva di una mente aperta come poche, una figura di grande autorevolezza, una persona unica, per la sua storia straordinaria ed avventurosa, per il suo carisma, per la sua umanità e professionalità”.
Così la deputata Dem Stefania Pezzopane, che scrive: “Lo ricordo con emozione in una delle ultime occasioni pubbliche all’Emiciclio con l’Ordine degli Avvocati di cui era un decano ed un leader. I suoi 95 anni sprizzavano energia, le sue storie erano appassionanti, grazie ad una giovinezza vissuta tra Italia e Venezuela, nel giornalismo d’inchiesta, a raccontare la difficile vita degli italiani in America Latina e seguendo per Paese Sera i paesi dell’America Latina. Quando torna in Italia, torna a L’Aquila per occuparsi per decenni di centinaia di casi, tra cui alcuni assai importanti ed eclatanti. Cominciai a seguirlo proprio in occasione del delitto Capoccitti, ricordo quanto rimasi colpita da come difendeva Michele Perruzza, da tutti considerato un mostro. Ricordo in particolare un sua intervista al tg3 assai coinvolgente: un caso di cronaca che scosse il paese e che ancora oggi, grazie anche alle sue interviste e testimonianze, tiene aperti scenari inquietanti”.
“Cose e fatti raccontati egregiamente dal giornalista Angelo De Nicola, grazie al quale, molte cose sappiamo ed abbiamo potuto conoscere in questi anni della vita e delle intraprese dell’avvocato e giornalista Attilio Cecchini. Anche il suo impegno politico, alle elezioni comunali a capo di una coalizione civica, va ricordato con grande ammirazione, perché fu espressione di un autentico ed appassionato civismo in una fase di difficile passaggio tra la prima e la seconda repubblica. E dopo il terremoto era nelle aule di giustizia al fianco delle famiglie delle vittime del 6 aprile, in processi complessi in cui lui si spese con grande forza e dignità. Una forte personalità, un avvocato di primo piano, un uomo gentile, un gran signore di cui si percepiva, al primo istante, l’ autorevolezza. L’Aquila soffrirà enormemente questa perdita”.
LIRIS: “L’AQUILA PERDE FIGURA EPOCALE”
“Con Attilio Cecchini L’Aquila perde un maestro, un uomo dalle doti umane e professionali fuori dall’ordinario, uno strenuo difensore dell’aquilanità, nella sua accezione più positiva. Una figura di rilievo assoluto che ha segnato un’intera epoca”.
Lo scrive l’assessore regionale Guido Liris che aggiunge: “La vita di Cecchini è un romanzo costellato di fatti epici e altamente simbolici. Ha incentrato la sua esistenza sulla trasparenza, sull’onestà, sulla difesa degli ultimi e sulla tutela delle libertà personali, che ha sostanziato anche nella sua attività di giornalista. È stato un professionista di caratura altissima che ha scritto pagine che resteranno indelebili. Un uomo attento alle vicende cittadine, alla cultura, al sociale, perfino alla politica, che tentò di approcciare senza i risultati che avrebbe meritato. Alla famiglia giunga il mio messaggio di vicinanza, stima incondizionata, affetto”.






