L’AQUILA – Sembra un resort di lusso, con gli oltre tre ettari di parco con campo di calcetto, 1.600 metri quadrati di casa suddivisi su quattro piani e una dependance per la servitù.
Invece è la villa di Luigi Lusi che si trova a Genzano, alle porte di Roma, comprata con i soldi della Margherita.
La descrizione dettagliata viene fatta dal Corriere della Sera, che mostra anche le foto della villa, che sono quelle allegate alla prima relazione consegnata dal perito al giudice Simonetta D’Alessandro.
Immagini dalle quali si evince lo sfarzo nel quale l’ex tesoriere e sua moglie vivevano.
Attualmente Lusi è rinchiuso nel carcere di Rebibbia dopo che il giudice ha respinto l’istanza di scarcerazione, mentre la moglie si è trasferita in un’altra abitazione.
Lusi è accusato di aver rubato oltre 25 milioni di euro: al perito il giudice D’Alessandro ha chiesto di quantificare il valore di questa villa e quello dell’appartamento (attico e superattico) acquistato nel centro di Roma, ma anche il denaro speso per le ristrutturazioni.
Il senatore e la moglie hanno sempre sostenuto di voler restituire tutti i soldi presi dalla Margherita, e ora bisogna stabilire il valore effettivo di questa mega villa, costata ufficialmente cinque milioni di euro a cui vanno aggiunti un milione e 200 mila di lavoro. Ma si sospetta che possa valere molto di più.
Il Corriere svela i dettagli della lussuosa tenuta.
Al piano terra i saloni affacciano tutti sul giardino, al posto dei muri ci sono le vetrate. Due cucine, una laccata di rosso, un’altra dotata di elettrodomestici di ultima generazione come quelle di un ristorante stellato.
Le otto camere da letto hanno tutte il bagno annesso, alcuni rivestiti di marmo, altri di mosaico.
Il vano doccia misura quindici metri ed è rivestito di mattonelle con venature dorate, in tutta la villa il pavimento in parquet si alterna a quello in marco.
Al piano terra ci sono la sala biliardo, la sauna, la palestra,. E poi c’è la grande cantina. Ben cento metri adibiti a cantina sono suddivisi in due zone, una per i vini bianchi, un’altra per quelli rossi.
All’interno aveva fatto allestire un impianto di domotica che permette di “monitorare e gestire” gli apparati elettrici interni e quelli del parco, compresi gli allarmi e le telecamere di sorveglianza sistemate sul muro di cinta”.






