L’AQUILA – “La prima cosa che farò? È fare il carabiniere, insieme ai miei carabinieri. Ho maturato un’esperienza molto importante sul campo dell’insegnamento, che mi ha consentito di mettere a sistema la prassi investigativa che in precedenza avevo fatto sul campo. Uno dei ruoli più importanti per un ufficiale dei carabinieri è quello di continuare a insegnare ai propri collaboratori, quindi non posso che continuare a fare questo mestiere anche qui all’Aquila”.
Proprio nel giorno del suo 46esimo compleanno, si è presentato così alla stampa il colonnello Nazareno Santantonio, nuovo comandante provinciale dei carabinieri che prende il posto di Antonio Servedio.
Proveniente dalla Scuola ufficiali dell’Arma di Roma, dove ha insegnato Tecniche investigative, Santantonio è specializzato in Intelligence and security e all’Aquila si è occupato della gestione delle scorte dei capi di Stato in occasione del G8 del 2009.
“Visitai la zona rossa, una volta anche di notte nel buio più totale e ne ho un ricordo atroce”, ha raccontato di quel periodo, “in compenso ho trovato una città molto bella e ordinata quando ho deciso di fargli visita, recentemente, appena ho saputo di essere stato designato a questo Comando provinciale, anche se ancora piena di cantieri, ma questo è normale per l’importanza che ha”.
Sposato e padre di tre figli, pugliese di Maglie (Lecce), prima dell’incarico alla Scuola ufficiali di Roma, Santantonio ha comandato le Compagnie di Palagonia (Catania), Roma Trastevere e Catania Piazza Dante. Prima ancora ha comandato la sezione Catturandi e Misure di prevenzione patrimoniale del Nucleo investigativo di Roma.
“L’Aquila è una realtà molto importante”, ha detto, “questo è un incarico molto esaltante, mi impegnerò personalmente perché i carabinieri continuino a lavorare insieme alle altre forze di polizia per garantire la sicurezza dei cittadini sul territorio”.
“Le direttrici sono state già tracciate: in accordo con prefetto, questore e comandante provinciale della Guardia di finanza – ha aggiunto – porteremo avanti un progetto di sicurezza che riguarda non soltanto la ricostruzione, quindi l’attenzione sui cantieri, ma anche l’attenzione su tutti i temi più importanti per il cittadino, dai reati predatori ai maltrattamenti di donne e vittime vulnerabili, lo spaccio di droga e tutti i temi di ordine e sicurezza pubblica”.
“All’Aquila ho trovato un grande, forte e complesso presidio di legalità, fatto anche di carabinieri forestali, presidiamo quindi non soltanto le aree urbane ma anche le montagne, le foreste, e qui all’Aquila ce ne sono tante”, ha concluso Santantonio, affiancato dal comandante del Nucleo investigativo del reparto operativo, maggiore Edoardo Commandè, e dal comandante della Compagnia dell’Aquila, capitano Francesco Nacca.






