L’AQUILA – L’aggettivo “solare” descrive alla perfezione la giovane Luna Nicchi (nella foto), rugbista di Paganica, frazione dell’Aquila, convocata recentemente con la Nazionale Femminile di rugby a quindici.
Vulcanica e con la battuta sempre pronta, la veloce ala della Polisportiva L’Aquila Rugby è una vera e propria forza della natura.
Neanche la recente operazione al menisco l’ha tenuta lontana dai campi di gioco, perché una “peste” è difficile fermarla.
Nata sotto il segno dell’Ariete, Luna ha accolto con un sorriso la convocazione azzurra che, confessa, le ha permesso anche di saltare la scuola.
La prima maglia Azzurra l’ha vestita a 16 anni per il raduno a Trebbiano under 16, fino ad arrivare ai trials (provini) per accedere al 6 Nazioni femminile.
Reduce dalla recente esperienza di Lignano Sabbiadoro, la bella rugbista spera di dare altre soddisfazioni a mamma e papà.
Nel frattempo continua a vivere per la palla ovale, oltre a divertirsi con i fratelli e le amiche. La giovane classe ’92 predilige anche giocare da estremo e non si tira indietro quando si tratta di calciare.
Sei reduce dal raduno con la Nazionale italiana, com’è andata?
È stata una bella esperienza anche se un po’ pesante perché avevamo una doppia seduta giornaliera sia di palestra che di allenamento. Lignano Sabbiadoro mi è piaciuta moltissimo anche se non siamo uscite dal villaggio, spero di tornarci.
Con gli allenatori mi sono trovata benissimo:con coach Andrea Giandomenico ho affrontato il viaggio fino a Lignano, Daniele Porrino è molto bravo.
Cos’è il rugby per te?
La mia vita.
Come nasce la passione per la palla ovale?
Mi trovavo vicino al campo di Paganica, il mio paese, e ho visto ragazzi giocare. Anche mio fratello Andrea giocava a rugby, poi ha smesso. La palla ovale è una passione di famiglia: ora siamo rimasti io e mio fratello Damiano. Già da piccola ero un “maschiaccio”, il primo allenamento è stato con una mia amica: era sera, faceva freddissimo, ma nonostante tutto ho capito che era nato un amore.
Il rugby è metafora di vita. C’è stato un momento difficile in cui lo sport ti ha aiutata?
Sono abbastanza fortunata. Lo sport mi serve per scaricarmi, basta che sono in movimento e sto bene. Ho avuto un infortunio il 31 maggio 2009, ma la mia determinazione mi ha fatto continuare a giocare. Ho fatto fisioterapia da sola e sono tornata con le mie compagne.
Cosa fai nella vita?
Frequento il quarto superiore all’Itas (Istituto tecnico per le attività sociali, n.d.r.). Non amo molto la scuola; la mia materia preferita è educazione fisica: ho 10. Comunque mi sto impegnando anche nelle altre materie.
Cosa ti piacerebbe fare da grande?
Sogno di intraprendere la carriera militare. Mi piacerebbe entrare nell’Esercito Italiano: amo la divisa.
I tre aggettivi che ti descrivono?
Solare, sportiva, testarda.
Qual è il tuo colore preferito?
Amo il bianco perché fa risaltare la mia carnagione scura.
Quali sono i tuoi hobby?
Amo lo sport in generale. Mi piace correre e andare in bici. In passato ho giocato a calcio e a pallavolo. Ho praticato anche atletica leggera.
Ami la musica?
Sì, preferisco l’house. A volte vado in discoteca con mio fratello Emanuele. Mi piace molto la canzone “Sally” di Vasco Rossi, spesso l’ascolto e la canto con il mio capitano, Stefania Mannucci.
Si dice che tu sia molto corteggiata. Sei fidanzata?
Spesso mi sento osservata, ma nessuno si avvicina, forse hanno un po’ paura di una rugbista. In realtà sono sicura di me stessa, anche se non va bene. Per ora sono single e preferisco divertirmi con le mie amiche. Quando si tratta di mettere i tacchi di certo non mi tiro indietro, anzi. Mi piace anche indossare vestiti attillati.
La tua rugbista e il tuo rugbista preferiti.
Mi piace l’aquilana Elisa Cucchiella, che gioca come pilone nella Nazionale Italiana. Alcune volte si è allenata con noi. Per quanto riguarda il rugbista farei il “terzo tempo” con Mirco Bergamasco, il mio calendario è fisso sul mese di ottobre dove c’è la sua foto. Ho anche un calzino di Fabio Onagro che ho avuto qualche anno fa quando l’Italia ha giocato al “Fattori” contro il Canada.
Quanto sacrificio comporta questo sport?
Tantissimo: devi fare sempre sostegno alle compagne, anche fuori dal campo. Ci vuole un grande sacrificio, ma la passione fa dimenticare tutto.
Credi che la palla ovale si stia diffondendo in Italia?
Sì, ormai ci giocano tutti. La svolta c’è stata con la Nazionale maschile.
Il Sei Nazioni dalla tv in chiaro è passato sulla pay-tv. Credi sia stato un passo indietro per la diffusione del rugby?
No, penso che se lo sport piace la partita la guardi comunque.
Cosa la gente non comprende di questo sport?
Tutti dicono che il rugby è uno sport violento, ma non è così. In primis è una disciplina di squadra nel vero senso della parola. Il contatto c’è, è vero, i lividi pure, ma la passione non fa sentire il dolore. Se il nostro obiettivo è fare meta andiamo a segnare comunque.
In quale squadra vorresti giocare?
Mi piacerebbe indossare la maglia Azzurra. Sarebbe emozionante cantare l’inno nazionale perché io lo conosco.
A breve la Polisportiva L’Aquila Rugby realizzerà un calendario. Quale mese ti piacerebbe interpretare?
Ovviamente marzo perché è il mio mese di nascita e poi è un mese pazzerello. Mi piacerebbe uno scatto con la squadra, ma anche un mio tuffo sotto i pali mentre schiaccio in meta.
Cosa pensano della tua passione le persone che ti sono vicino?
La mia famiglia è felicissima, soprattutto mio padre. Anche se le soddisfazioni non arrivano con lo studio c’è il rugby a farli gioire. Le mie migliori amiche Jessica e Silvia mi chiamano “campionessa” e mi sono sempre vicine.
Sei una buona forchetta?
Sì, amo mangiare di tutto. Preferisco peperoni e le zucchine che mi prepara mia madre. Da piccola avevo la passione per i dolci, ora preferisco il salato.
Il tuo proverbio preferito?
L’occhio vuole la sua parte!
Come sei arrivata all’appuntamento?
Sono venuta con la macchina della scuola guida, sto prendendo la patente. Ho detto dell’intervista al mio istruttore, che mi ha fatto guidare fino in redazione. Il problema è quando sono senza macchina e ho allenamento: per un po’ di tempo dovrò ancora farmi accompagnare da mia madre.
C’è una domanda di questa intervista che hai preferito?
Caspita, mi sono divertita moltissimo. Mi è piaciuta molto la domanda sui corteggiatori. Sono carina, eh?.



