L’AQUILA – È stato rinviato a giudizio Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita accusato di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita nell’inchiesta sulla sparizione di 23 milioni di euro di fondi del partito.
Il gup, Maria Bonaventura non ha disposto il sequestro conservativo dei beni oggetto dell’inchiesta, ma ha fissato per il 25 febbraio la data di inizio del processo davanti alla IV sezione penale.
Alla lettura del dispositivo in aula, nell’ultima udienza preliminare davanti al giudice del tribunale di Roma, era presente lo stesso imputato.
Il senatore è arrivato a piazzale Clodio in compagnia dei suoi legali, gli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono.
Il gup ha confermato per Lusi gli arresti domiciliari nel convento vicino Carsoli, in Abruzzo.
Una settimana fa la moglie di Lusi, Giovanna Petricone, come lui imputata di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, insieme ai commercialisti Mario Montecchia e Giovanni Sebastio e con Diana Ferri, segretaria del senatore, si è presentata davanti ai giudici: la signora Lusi aveva patteggiato con la procura la condanna a un anno con sospensione condizionale della pena.
“Siamo vicini al giorno del giudizio per Luigi Lusi, imputato anche di calunnia in danno del senatore Rutelli, e per i suoi complici nella sottrazione dell’enorme risorse della Margherita. Stiamo lavorando per recuperare tutto il maltolto”, ha commentato Titta Madia, legale della Margherita, parte civile nel procedimento contro l’ex tesoriere del partito.





