TERAMO – Nel reparto di oncologia dell’ospedale Mazzini di Teramo le cellule tumorali vengono uccise dal calore.
Il “merito” è di un macchinario che hanno solo otto ospedali pubblici in Italia, che dunque non fanno pagare la cura, che nei centri privati ha un costo che si aggiura intorno ai 250 euro a seduta.
Ogni seduta dura un’ora e fino ad oggi sono stati effettuati 880 trattamenti.
“È un macchinario che basa la propria azione sull’ipertermia – spiega in un’intervista al quotidiano Il Centro, Amedeo Pancotti, primario del reparto – che seguo da 15 anni, in tutte le sue evoluzioni e che si basa sulla possibilità di uccidere le cellule tumorali con il calore. Essendo cellule giovani, hanno membrane molto sottili e muoiono quando vengono portate a 42 gradi. Contemporaneamente, con questo sistema la cute rimane fresca a 12 gradi”.
Il macchinario, infatti, è dotato di piastre refrigeranti che si applicano sulla cute del paziente: “La vasodilatazione indotta dal calore permette alla chemio di entrare meglio dentro le cellule e quindi aumenta l’efficacia del trattamento – aggiunge l’oncologo – Il tutto genera nei pazienti una sensazione di benessere, indotta dal calore, abbinata a un effetto antidolorifico. È un trattamento privo di effetti collaterali e applicabile a tutti i tumori”.
“Nella stessa stanza facciamo contemporaneamente l’aromaterapia, con profumi delicatissimi, per far rilassare ancor di più il paziente”, sottolinea ancora Pancotti.
Accanto alla tecnologia c’è un aspetto altrettanto prezioso e qualificante: l’attenzione al paziente. Non è un caso che adesso il day hospital oncologico è aperto fino alle 20.
“Lo abbiamo fatto per tre motivi – spiega Pancotti – per facilitare le famiglie, visto che mi mattina molti sono impegnati col lavoro innanzitutto. Ma anche per ridurre l’afflusso di mattina: fino a quando eravamo aperto solo fino alle 14 siamo arrivati a fare anche 31 chemio e le persone non ricevevano l’attenzione dovuta. La terza ragione è economica: il paziente che ha particolari problemi può stare più in day hospital e si riducono i ricoveri. Tutto questo lo facciamo, ovviamente, sulla nostra pelle in quanto non abbiamo avuto un incremento di personale”.
Il lavoro è intenso anche nel reparto: ci sono costantemente 24-25 ricoverati per una divisione di 20 posti letto, quindi qualche malato viene ospitato in altri reparti. Fondamentale, poi, un sostegno psicologico, tanto che c’è anche una psico-oncologa assunta dalla Asl a tempo indeterminato, Pamela Casalena.
“Siamo in una fase di crescita enorme, ma soprattutto abbiamo personale sempre gentile e sorridente, come in una clinica svizzera. Abbiamo un personale d’oro. E questo si vede anche dalla riconoscenza dei parenti di pazienti che sono venuti a mancare ma che hanno voluto mostrarci la loro gratitudine. Ultimamente in due casi ci hanno regalato due televisori, che metteremo in sala d’aspetto e nella sala dell’ipertermia”, conclude.



