L’AQUILA – L’Università degli Studi dell’Aquila offre il proprio contributo a sostegno della campagna di sensibilizzazione e di educazione ad un consumo più responsabile e consapevole delle risorse alimentari.

Mercoledì 5 febbraio, alle 9,30, presso l’Aula Magna dell’edificio “Alan Turing”, si terra un incontro nel Polo di Universitario di Coppito, con il patrocinio del Comune dell’Aquila.

“Il 5 febbraio 2020 rappresenta il nostro primo impegno sul tema – afferma il rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, il professor Edoardo Alesse – si tratta di un’iniziativa diretta a sensibilizzare la comunità sulla problematica dello spreco alimentare ed è organizzata in vista della giornata mondiale che si celebrerà il 29 settembre. Avvieremo progetti e iniziative in collaborazione con le Scuole, con le Istituzioni e con gli Operatori economici del territorio, per creare una coscienza collettiva e provare a ridurre lo spreco alimentare, anche attraverso processi di economia circolare”.

“È necessario intervenire in via preventiva – spiega Federica Cucchiella, referente Rus per l’educazione e l’alimentazione sostenibile – per creare una coscienza etica rispetto al consumo alimentare. Correggere l’eccesso dei consumi è comunque possibile, attraverso una maggiore consapevolezza dei rischi per la salute, per l’ambiente e per le condizioni sociali”. 

La Fao segnala che ogni anno nel mondo vengono sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora perfettamente commestibile, un terzo di quanto prodotto e quattro volte la quantità necessaria a sfamare i milioni di persone nel mondo a rischio di denutrizione.

Secondo il rapporto Ispra 201, “la principale causa di spreco alimentare è la sovrapproduzione di eccedenze; a ogni incremento di fabbisogno, corrisponde un aumento maggiore di offerte e consumi, innescando la crescita dello spreco (+3,2% ogni anno). A questo, si associa l’aumento delle disuguaglianze (anche in Italia): nel mondo, 815 milioni di persone soffrono la fame e 2 miliardi la malnutrizione, mentre vi sono quasi 2 miliardi di persone in sovrappeso. In Italia, per ristabilire condizioni di sicurezza alimentare, gli sprechi complessivi dovrebbero essere ridotti di almeno il 25% degli attuali”. 

“Lo spreco alimentare genera effetti socio-economici e ambientali molto significativi. Ad esso sono infatti associate emissioni di gas-serra per circa 3,3 miliardi di tonnellate (Gt) di anidride carbonica (CO2), pari a oltre il 7% delle emissioni totali (nel 2016 pari a 51.9 miliardi di tonnellate di CO2). Lo spreco alimentare è tra le maggiori cause della crisi ecologica, per l’alterazione dei processi geologici, biologici e fisici, tra cui il ciclo del carbonio, dell’acqua, dell’azoto e del fosforo”.

“Se fosse una nazione, lo spreco alimentare sarebbe al terzo posto dopo Cina e USA nella classifica degli Stati emettitori”.