CHIETI – “Abbiamo voluto sensibilizzare i ragazzi a non rimanere indifferenti di fronte alla piaga della violenza contro le donne”.
Questo il messaggio di Manuel Florencio, studente che insieme ad altri, che ha organizzato il corteo contro la violenza sulle donne e che questa mattina ha raccolto tra le vie storiche di Chieti circa 800 studenti.
Tra striscioni, maglie decorate e rappresentazioni, gli studenti degli istituti Galiani-De Sterlich e Gonzaga hanno scelto di celebrare il 25 novembre per ricordare il dramma della violenza contro le donne.
Dalla Villa Comunale a piazza Vico un silenzio che commemora il dolore femminile, sostituito poi da rappresentazioni toccanti: testimonianze, letture di poesie in inglese, francese, tedesco e spagnolo e canti a tema.
“Un urlo silenzioso” è la canzone rap scritta per l’occasione da Manuel Florencio, che ha lasciato alla musica il compito di toccare le corde sensibili dell’animo dei presenti.
“La mia canzone racconta la storia di una famiglia italiana in cui la donna subisce violenza da parte del marito ma nasconde alla figlia quel dramma facendola vivere dietro una fantasia, alla fine moriranno sia la madre che la figlia, che non aveva più alcun motivo per svegliarsi al mattino”, spiega ad AbruzzoWeb lo studente rap.
“Molte famiglie – dice ancora – vivono nella speranza che un uomo possa cambiare e restano mute, ma poi è troppo tardi”.
Anche la voce di Giulia Di Febo ha emozionato i giovani, dietro le note delle canzoni di Fiorella Mannoia e Giorgia.
Da un’iniziativa della preside del Galiani, Candida Stigliani, i ragazzi si sono documentati sul delicato argomento e hanno deciso di scendere in piazza con le magliette decorate da quelle famose scarpine rosse, simbolo della violenza contro le donne.
Sagomate stilizzate sporche di sangue con il gessetto, sempre in piazza Vico, hanno ricordato le vittime di questa violenza: gli studenti hanno gettato delle rose rosse per celebrare la memoria di chi è stato strappata dalla vita per una mano troppo violenta.
“No alla violenza sulle donne”, scrivono gli studenti sugli striscioni esibiti lungo le strade del centro storico, perché la violenza sulle donne non è semplicemente un tema di attualità ma una realtà vicina che non lascia scampo: parlarne e meditare è il primo passo per combatterla ed è quello che i giovanissimi studenti hanno cercato di fare in una mattinata di corteo.
La violenza è l ultimo rifugio degli incapaci: è la scritta di uno striscione, ma anche una dura verità.




