L’AQUILA – Cambio di datore di lavoro in corso per il senatore Guido Quintino Liris, assessore regionale al Bilancio e personale, ora senatore, e per il consigliere e capogruppo Guerino Testa, neo deputato, entrambi di Fratelli d’Italia: gli uffici del consiglio regionale stanno già provvedendo a sospendere la loro indennità da assessore e consigliere, e saranno pagati da Senato e Camera.
L’aquilano Liris e il pescarese Testa, passeranno insomma dai 13.400 euro e 11.700 euro al mese circa in Regione, ai circa 14.600 e 13.900 euro di Senato e Camera.
Ma il passaggio formale e definitivo per i due è ancora sospeso e nel limbo: Liris e Testa manterranno ancora, con pieni poteri, le due cariche, perché come prevede la legge, occorrerà attendere il pronunciamento della giunta delle elezioni dei rispettivi rami del parlamento che dovranno non solo confermare la incompatibilità, pacifica e indiscutibile, tra l’essere parlamentare e nello stesso tempo assessore o consigliere regionale, ma anche verificare la legittimità della loro elezione del 25 settembre, andandosi ad analizzare i fascicoli e gli atti delle Corti d’Appello. Poi le giunte daranno un tempo, di solito dieci giorni, per rimuovere l’incompatibilità dimettendosi da assessore e consigliere.
Accade però che i tempi della italica burocrazia politica rischiano di dilatarsi anche per mesi, visto che dopo l’incarico a presidente del Consiglio che sarà dato, tranne clamorose sorprese, alla leader di Fdi Giorgia Meloni, andrà fatto il governo, con trattative e bracci di ferro già maschi e rudi, e poi andranno nominate le commissioni, comprese le giunte del regolamento di cui sopra, che a loro volta dovranno nel loro seno costituire uno specifico comitato chiamato a verificare la legittimità delle nomine di senatori e deputati, in ordine alfabetico, a cominciare però, per prassi, da chi ha doppi incarichi.
Tempi che non collimano con quelli di un Paese che ha urgenza di essere governato, con famiglie imprese e sull’orlo del baratro, a causa del caro energia, e per tanti altri problemi e impellenze sul tavolo, ed anche per le tempistiche celeri auspicate in Regione Abruzzo, dove la maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi anche lui, ha necessità di trovare il nuovo assetto in vista delle elezioni della primavera 2024, chiudendo innanzitutto la partita che già si annuncia infuocata del rimpasto di giunta, dove non si tratterà solo di sostituire Liris, ma anche di tenere conto dei nuovi equilibri in consiglio e alla luce dei risultati delle elezioni politiche. In tal senso Forza Italia già scalpita per avere maggior peso nell’esecutivo, forte dei suoi sei consiglieri di “fatto”: oltre al capogruppo Mauro Febbo e al presidente del consiglio Lorenzo Sospiri, che ha mancato per un soffio l’elezione a senatore, i tre “federati” di Valore Abruzzo, e il vice presidente del consiglio, Roberto Santangelo, diventato seppure come indipendente, stretto alleato degli azzurri.
Senz’altro non ci si potrà permettere di aspettare sei mesi, come accaduto con l’elezione a marzo 2018 a senatore del Pd del presidente della Regione del centrosinistra, Luciano D’Alfonso, anche se in quel caso ad aver dilatato i tempi del passaggio definitivo a palazzo Madama era la necessità, per l’ora rieletto deputato, di gestire i non facili nuovi assetti della coalizione avvicinandosi quanto più possibile alla data delle elezioni. Eletto a marzo, D’Alfonso ha optato per carica senatoriale solo a fine agosto, lasciando il timone al vice presidente Giovanni Lolli.
In realtà nulla vieta a Liris e Testa di dimettersi subito, anche oggi, da assessore e consigliere. Ma, seppure minimo, il rischio sarebbe per loro di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, nel malaugurato caso in cui le giunte del regolamento di Camera e Senato non dovessero, per qualche ragione di illegittimità, non confermare e rendere definitiva la loro elezione.
Potrebbe anche da subito dichiarare la loro decadenza dalle cariche in Regione Abruzzo, la giunta delle elezioni del consiglio regionale, con successivo voto dell’aula. Ma solo in teoria, perché la prassi vuole si debba attendere comunque il responso che riguarda anche la legittimità dell’elezione, e non solo sull’oggettiva e pacifica incompatibilità, da parte della giunta del regolamento di Camera e Senato.
E’ avvento anche con Luciano D’Alfonso: l’8 maggio 2018 l’aula ha negato l’incompatibilità per un solo voto, 15 voti contro 14, al termine di una discussione molto animata, con le proteste messe in scena dai Cinque Stelle, che si erano presentati insieme a due figuranti vestiti da Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, chiedendo di far incontrare gli “eroi dei due mondi” con l’eroe delle due poltrone”, ovvero D’Alfonso. C’è stato anche un ricorso da parte dei pentastellati al Tribunale dell’Aquila, che però si è risolto con un nulla di fatto: i giudici hanno dato ragione a quanto stabilito dagli uffici legislativi della Regione, ovvero che l’incompatibilità tra le due cariche presuppone la convalida dell’elezione a senatore da parte della giunta del Senato. E poco importa che l’articolo 122 della Costituzione dice che “nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo”.
In quella seduta invece si era dimesso il consigliere Camillo D’Alessandro, eletto deputato con il Pd, e subito sostituito da Antonio Maria Innaurato.
Giova ricordare anche il caso del compianto Antonio Verini, scomparso nel settembre 2021, eletto alle elezioni politiche dell’aprile 2006 alla Camera dei deputati con L’Ulivo, che però si è clamorosamente dimesso nel settembre dello stesso anno, dopo aver in quel caso percepito il doppio stipendio, decidendo di restare in carica come consigliere regionale in Abruzzo. Per la gioia di Giorgio D’Ambrosio, sindaco di Pianella, che come primo dei non eletti nella Margherita si è ritrovato parlamentare.
L’addio definitivo da palazzo Silone di Liris e Testa, è intanto atteso con trepidazione da chi dovrà sostituirli come primi dei non eletti, ammenochè Fdi non abbia altri piani.
Al posto di Testa entrerà Leonardo D’Addazio, pennese, dipendente della Roman Style Brioni e sindacalista di punta della Cisl, che nel 2019 ha preso 791 voti.
Al posto di Liris diventerà consigliere regionale effettivo il meloniano Mario Quaglieri, eletto nella Marsica, finora subentrato allo stesso Liris diventato assessore. E per Quaglieri che è anche presidente della quinta commissione Sanità, ci potrebbe essere anche il doppio salto visto che potrebbe sostituire Liris nella giunta regionale. A quel punto, il capo di gabinetto della Giunta Marsilio, Massimo Verrecchia, dirigente di Fdi di Avezzano, farebbe il suo ingresso in Consiglio.
Un avvicendamento che si interseca con il rimpasto di giunta: come già ipotizzato da Abruzzoweb, per non far perdere all’Aquila un assessore, per di più di grande peso, viste le deleghe di Liris a Bilancio e Personale e aree interne, su spinta del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, uomo forte di Fdi in Abruzzo, potrebbe essere “sacrificato” assessore esterno Daniele D’Amario, di Forza Italia, per riservare la poltrona ad un aquilano di Fdi.
Ipotesi che cozza e non poco con le mire di Forza Italia, che come detto rivendica un potenziamento: Mauro Febbo, defenestrato nell’ottobre del 2020 su volere della Lega, tornerebbe a fare l’assessore, secondo l’ipotesi già caldeggiata dal segretario regionale Nazario Pagano, rieletto deputato, e a fargli posto sarebbe l’esterno D’Amario, che resterebbe comunque in consiglio a fare il capogruppo, come “surrogato” di Febbo. O anche Forza Italia potrebbe chiedere un secondo posto in giunta, sfilando uno dei quattro assessorati della Lega, uscita malconcia dalle elezioni del 25 settembre e che durante la legislatura ha perso tre dei suoi dieci consiglieri, ovvero i tre di Valore Abruzzo, Simone Angelosante, Emanuele Marcovecchio e Antonio Di Gianvittorio, come detto ora federati con Forza Italia, dopo essere arrivati con i ferri corti con il segretario regionale leghista Luigi D’Eramo.






