L’AQUILA – L’Inail ha già pronto quasi un miliardo di euro ‘cash’, 961 milioni di euro per la precisione, da destinare alla città dell’Aquila ed alle aree colpite dal sisma 6 aprile 2009 per opere di ricostruzione del tessuto sociale, culturale ed economico.

A dare la notizia della delibera, risalente al 13 ottobre, sono il segretario regionale della Cgil Gianni Di Cesare ed il segretario provinciale dell’Aquila Umberto Trasatti: il sindacato, insieme alle altre sigle, è presente all’interno del Civ, il consiglio di indirizzo e vigilanza, organismo presente all’interno dell’Inail e di tutti gli altri istituti previdenziali che ne predispone le linee di indirizzo strategico e gli obiettivi.

“I soldi sono già nel capitolo di spesa numero 700 dell’Inail – spiega Di Cesare – e sono spendibili a stretto giro di posta. È pertanto necessario un confronto immediato con la città, gli enti locali e la struttura commissariale del presidente Gianni Chiodi per valutare rapide azioni d’intervento ed effettuare delle scelte strategiche”.

Nella delibera l’Inail individua almeno cinque settori sui quali poter intervenire con i finanziamenti ai quali verrà data evidenza pubblica: ricostruzione del tessuto urbano, cultura, sociale, turistico ricettivo e sanità.

“Ma sono delle indicazioni – ha aggiunto Trasatti – Le proposte saranno vagliate e valutate per far sì che la città dell’Aquila ed i territori possano trovare reale beneficio a seconda delle esigenze. Una di queste, per esempio, è la cosiddetta ‘Città del welfare’, che riunisce tutti gli uffici degli enti previdenziali. Anche in questo caso, con altri fondi, l’investimento è già programmato ma gli enti locali devono dare delle risposte relativamente alla localizzazione.

L’INVESTIMENTO DI 961 MILIONI DI EURO

A sbloccare la vicenda è stata l’approvazione della legge numero 122 che ha modificato le possibilità di applicazione di investimento dei fondi in capo all’Inail, che qualche mese più tardi ha stabilito che un investimento fino al 2012 sull’Aquila e le zone del del cratere del 50% delle somme contenute nel capitolo 700. Per le prime due annualità, 2009 e 2010, l’Istituto sugli infortuni sul lavoro ha destinato 961 milioni di euro.

“È stata una grande battaglia dell’Inail e del sindacato e sono convinto che anche in virtù delle manifestazioni del popolo aquilano si sia riusciti a sbloccare la vicenda – spiega Di Cesare – I membri del consiglio di indirizzo e vigilanza hanno svolto un lavoro  ottimo ed il sindacato ha fatto la sua parte. Resta ora da decidere come investire queste somme che sono già disponibili. L’Inail ha predisposto delle linee d’intervento, ma dal confronto potranno giungere altre indicazioni”.

LE IPOTESI DI INVESTIMENTO DELL’INAIL

Nella delibera vengono fissati cinque assi di intervento:

“Settore – riporta il documento –  ‘della ricostruzione del tessuto urbano’, in cui far rientrare progetti di ricostruzione e sviluppo del territorio aquilano.

Settore ‘cultura’, in cui far rientrare il recupero e lo sviluppo dell’ex ospedale di Collemaggio e la realizzazione di un auditorium all’Aquila.

Settore ‘sociale’, in cui far rientrare la la realizzazione di un campus universitario e interventi di edilizia sociale a canone calmierato.

Settore ‘turistico ricettivo’, attraverso il recupero e la riqualificazione di alcuni centri storici danneggiati dal sisma.

Settore ‘sanità’, attraverso la realizzazione di interventi nell’ambito delle strutture sanitarie”.

“I finanziamenti – ha spiegato Trasatti – saranno messi a bando e pertanto potranno essere vagliate tutte le proposte che giungeranno, non solamente quelle indicate dall’Inail”.

LA CASA DEL WELFARE

Già prima del terremoto l’Inail e la Cgil avevano avviato un confronto con l’Amministrazione comunale dell’Aquila per individuare una struttura unica nella quale localizzare tutti gli uffici degli enti previdenziali. Secondo un accordo di massima sarebbe dovuto sorgere nell’area che oggi ospita la mensa di Celestino a Piazza D’Armi.

“Quel tipo di investimento è stato già deliberato – sottolinea Trasatti – e già il 29 aprile 2009 l’Inail ha stabilito la necessità di una casa del welfare. Ad oggi tutti gli uffici degli enti previdenziali stanno lavorando in condizioni molto difficili. Spetta ora al Comune individuare l’area per la realizzazione dell’importante intervento”.