PESCARA – “All’orizzonte un nuovo anno scolastico finalmente più vicino alla normalità, dopo 18 mesi di pandemia, studenti finalmente nei loro istituti, nelle loro aule, in contatto con i loro compagni e con i loro professori. Non così per i circa 1.800 studenti del Liceo “G. Marconi” di Pescara. L’Istituto dovrà essere demolito e ricostruito. Aggiudicazione dei lavori dicembre 2020 su un finanziamento di oltre 8 milioni di euro. Ad oggi nulla è stato fatto e gli studenti delle 64 classi non sanno dove ripartiranno con la stagione 2021/2022”.
Dalla protesta vibrante di un gruppo di genitori di San Giovanni Teatino, la presa di posizione del referente di Azione Luca Torriuolo e del coordinatore provinciale di Azione Stefano Torelli che punta il dito contro l’approssimazione manifestata dall’Amministrazione Provinciale nella gestione di questa vera e propria emergenza, subito dopo quella ancora più grave dell’emergenza sanitaria:
“Molti degli studenti del “Marconi” – segnala Torriuolo – sono residenti a San Giovanni Teatino e rischiano di vivere forti disagi per l’inevitabile difficoltà nei collegamenti.”
“Siamo di fronte ad un chiaro esempio di lesione del diritto allo studio – tuona Torelli – non solo per coloro che già frequentano l’Istituto ma per coloro che immaginavano di intraprendere questo percorso formativo.” Il Presidente della Provincia Zaffiri parla di dislocazione in spazi vuoti di altri istituti della città non particolarmente distanti dal “Marconi”: “E’ assurdo costringere centinaia e centinaia di studenti a dividersi in questo modo in vari punti della città senza tenere conto delle loro esigenze. Una sana amministrazione provinciale – prosegue Torelli – avrebbe dovuto portare avanti parallelamente due percorsi, quello dei lavori della nuova struttura e quello della indicazione della sede temporanea.”
Da tener conto, poi, che molti studenti del Marconi che hanno varcato il cancello del loro istituto lo scorso 10 giugno, potrebbero averlo fatto per l’ultima volta visto che potrebbero diplomarsi quando i lavori saranno ancora nel pieno del loro svolgimento. “Non sarebbe stato meglio – conclude Torelli – visto che di tempo ce n’era, ma è stato evidentemente sprecato, pensare ad una struttura provvisoria e modulare, come è stato, ad esempio fatto in tempi relativamente brevi, a L’Aquila dopo il sisma? Dopo quello che questi poveri ragazzi hanno dovuto subire per via del Covid, quest’altro sacrificio in un percorso così importante per la loro vita – precisa ancora Torelli – è davvero intollerabile e lo è ancora di più se dovuto all’approssimazione di un’Amministrazione Provinciale assolutamente impreparata a fronteggiare una simile situazione.”






