CAGNANO AMITERNO – “Cagnano è un paese di 1.500 abitanti, composto da 11 frazioni distribuite in 70 metri quadrati. A causa della carenza di personale, è diventato quasi impossibile amministrarlo e, personalmente, credo che nemmeno con l’ultima riforma si sia fatto granchè in questo senso”.

Così racconta ad AbruzzoWeb le sue difficoltà Donato Circi, il sindaco di Cagnano Amiterno che, qualche tempo fa, a causa del probelma della carenza di dipendenti negli uffici del proprio Comune, aveva deciso di prendere carta e penna e rivolgersi direttamente al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al ministro per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, con l’intenzione di scrivere una lettera che fosse innanzitutto uno sfogo personale sulle condizioni di un “amministratore locale con alle spalle oltre trent’anni di attività”, minacciando la chiusura dell’ente pubblico.

La risposta è arrivata, in una email del ministro Madia, anche se Circi ammette di non averla “ancora letta” e, comunque, fa notare, poco è cambiato.

“L’Italia ha potenzialità incredibili se finalmente riusciamo a mettere in ordine le regole del gioco – si legge nella missiva – Sarò costretto, mio malgrado a chiudere il mio amato Comune per carenza, ops! assenza di personale, e senza possibilità per me sindaco, di onorare il lavoro svolto con aumenti salariali”.

A Cagnano operava infatti un solo dipendente comunale, mentre le cinque delle sei stanze in cui avrebbero esserci gli impiegati rimanevano chiuse e vuote. Era aperta solo quella dell’ufficio tecnico e, spesso, lo stesso Circi si era ritrovato anche a fare il lavoro d’ufficio che invece avrebbe dovuto essere di esclusiva competenza personale amministrativo qualificato.

A distanza di poco più di un mese, questo giornale ha voluto chiedere al sindaco se avesse ricevuto una qualche risposta alla lettera e, quindi, se a oggi qualcosa fosse cambiato in questo senso.

A detta di Circi, sembra che il ministro Madia abbia inviato una email di risposta alla lettera ma che, al contempo,al molti dei problemi del comune di Cagnano risultino ancora irrisolti.

“I dipendenti ora sono tornati a essere 2 – spiega – mentre altri vanno e vengono dagli altri comuni almeno due volte a settimana. Per quanto mi riguarda, per un comune che è riuscito a chiudere il bilancio con 600 mila euro di attivo, tutto questo è inconcepibile. Questi soldi potrebbero benissimo essere impiegati assumendo nuova gente, ma il problema è che la legge di stabilità permette di dare lavoro solo al 20 per cento di personale operante nel 2009”.

Quanto alla risposta da parte delle istituzioni, Circi non si esprime ma, vista la email ricevuta da parte del ministro Madia, si augura che qualcosa possa essere davvero risolto.

“Devo ancora dedicarmi alla lettura della email con la risposta del ministro – afferma – Per ora posso solo sperare che qualcuno riesca ad attivarsi in questo senso anche se, a dire la verità, sono ancora davvero poco fiducioso. In ogni caso, vedrò di informarmi al più presto, di studiare bene le ultime riforme e solo allora potrò vedere bene come muovermi per cercare di risolvere il problema”.

LA LETTERA INTEGRALE

Parto da questa frase a voi nota, per esprimere un personale sfogo sulle attuali condizioni di un Amministratore locale quale è lo scrivente da oltre trent’anni.

In veste di Sindaco di un piccolo Comune terremotato, da oltre quattro anni, ho sempre cercato di rispondere alle esigenze della cittadinanza con lo stesso sacrificio, abnegazione e generosità che per tanti anni ho utilizzato nelle aziende private che ho creato e fatto crescere.

Nel rendermi conto però che i risultati, per quanto cercati con ogni sforzo, non sono nemmeno paragonabili alla mia passata esperienza, sono andato via via arrovellandomi il cervello per cercare una motivazione di cotanto insuccesso.

Sarò tacciato di presunzione ma credetemi, caro Presidente, caro Ministro, mi sto convincendo sempre più che la responsabilità non è dell’impiegato fannullone, né delle maestranze svogliate, né dell’assessore locale negligente.

Dal mio umile punto di vista, il problema di fondo, per quanto banale, sta nella assoluta deficienza di potere, che deriva dalle “regole del gioco”, conferito dal legislatore alla Dirigenza pubblica, sia essa politica, sia essa amministrativa.

Come posso garantire un servizio pubblico quando l’operaio di turno si rifiuta di prestarlo perché “non di sua competenza”?

Come posso creare un gruppo di lavoro produttivo quando mi ritrovo sempre sotto il ricatto delle ferie, delle malattie, dell’orario di lavoro, della Legge 104 ecc.?

Come posso creare fermento ed efficienza nella “macchina comunale” quando l’equipe, composta da diversi lavoratori d’ufficio all’inizio del nuovo millennio, subisce la perdita di una unità perché “comandata” a prestare servizio presso altro ente pubblico senza possibilità di sostituzione, è vittima di un pensionamento nel 2009 senza possibilità di rimpiazzo, un secondo pensionamento nel medesimo anno, ancora con possibilità nulle di sostituzione, un altro pensionamento nel 2011, questa volta con avvicendamento a ½ concorso pubblico, bramata assunzione e licenziamento volontario (causa assunzione da parte di altro ente pubblico) cui fa seguito, per legge sia ben chiaro, l’impossibilità di attingere al secondo in graduatoria dovendo garantire la posizione del concorrente vittorioso per un numero minimo di mesi pari a sei, oltre eventuale congedo per maternità (apprendo oggi che poi tanto eventuale non sarà !!!) ecc. ecc.

E poi ci è stato richiesto un ulteriore tributo di sangue a causa della malattia del penultimo sopravvissuto (che va ormai avanti da diversi mesi), senza possibilità di sopperire!

Ed ecco che la “macchina comunale” sopra citata, per un assurdo, perverso e paradossale sistema di “regole non in ordine” (parere personale) si riduce all’osso, osso composto, oggi, da N. 1 dipendente, unico per un territorio di 62 Kmq da gestire, 1.500 residenti da appagare, il quale, fatta salva la presenza del Segretario comunale (chiamata a dirigere N. 3 comuni, a volte 4!) e il ricorso per qualche pomeriggio a settimana a dipendenti supplenti di supporto da altri enti pubblici, rimane l’unico a presidio della casa municipale dotata di 15 stanze/postazioni d’ufficio, che deve gioco forza (e a questo punto decade anche il senso delle competenze/incompetenze contrattuali) curarsi di tutto.

venendo meno il quale sarò costretto, mio malgrado, a chiudere il mio amato Comune per carenza, ops! assenza di personale, e senza possibilità per me Sindaco di onorare il lavoro svolto con aumenti salariali a causa del “blocco”, ma questa è un’altra storia.

Come allora poter erogare le potenzialità in gioco?, se la palla ovale è bucata, non c’è compressore in grado di gonfiarla, se non a tratti! una Ferrari su un terreno perfettamente ghiacciato non riuscirà ad esprimere il suo potenziale.

Se siete arrivati a leggere sin qui vuol dire che lo sfogo non è stato poi fine a se stesso e l’argomento Vi potrà suscitare quantomeno comprensione. Mi consolo quindi della sola circostanza di trovare un intendimento, ma Vi prego, per l’amore all’efficienza che sempre avete predicato, tra gli obiettivi del vostro operato, tenete anche una piccola considerazione alle mie rimostranze.

Con sincera stima, 
disponibile ad un incontro di approfondimento presso le sedi ministeriali,

Anzi! Se veramente siete interessati, come lo sono io, almeno a tentare di risolvere .
Chiamatemi.