L’AQUILA – È stato il più giovane ballerino a salire sul palco dell’Ariston nella 61ª edizione del Festival di Sanremo 2011.
Leonardo Bizzarri, giovane aquilano classe 1991, si è esibito nel teatro più ambito d’Italia come ballerino del coreografo americano Daniel Ezralow.
È arrivato a Sanremo inaspettatamente, dopo aver superato una serie di provini a Roma.
I primi passi l’ha mossi nel capoluogo d’Abruzzo, poi si è trasferito a Milano a 15 anni per studiare in Accademia.
Determinato a diventare un bravo ballerino professionista, Leonardo sogna di entrare a far parte in una compagnia statunitense.
Vivace e attento, vive la sua passione per la danza giorno dopo giorno, costruendo con sacrifici e costanza il proprio futuro.
Reduce dalla fresca esperienza di Sanremo, continua a frequentare a Roma un corso professionale.
Cosa hai provato danzando sul palco dell’ “Ariston” nel Festival canoro più atteso dell’anno?
Sicuramente arrivare lì non è stato un traguardo, ma una vetrina che ti permette di poter esprimere tutto quello che hai creato in anni di lavoro, prima all’Accademia di danza a Milano, poi qui a Roma con il corso professionale che sto frequentando.
L’emozione è stata forte, perché l’ “Ariston” è il palco italiano per eccellenza.
Ezralow non lo conoscevo, con lui ho fatto un’audizione pubblica a Roma, con i famosi ‘numeretti’, un mese prima del Festival, senza aspettative.
Step dopo step la cosa è andata bene e sono riuscito a colpire un coreografo di fama internazionale, entrando così a far parte del corpo di ballo di Sanremo, composto da cinque ballerini e cinque ballerine.
Sia Elisabetta Canalis che Belen Rodriguez si sono esibite nel ballo, chi ha preferito?
A Sanremo i corpi di ballo erano due.
Noi con Ezralow eravamo impegnati nelle aperture delle serate, mentre l’altro gruppo, che era seguito dal coreografo italiano Franco Miseria, hanno lavorato con Elisabetta e Belen.
Entrambe sono persone umane e credo sia difficile restarlo quando diventi così popolare.
Sicuramente a livello artistico Belen ha avuto la meglio, perché ha dimostrato di essere versatile.
Ha più attitudini e nella danza ha una notevole capacità.
Da lì hai capito cosa si intende per “Sanremo è Sanremo”?
È un modo per rappresentare la globalità di arte che rappresenta il Festival che in altre occasioni non è così forte.
Con globalità intendo il mix composta da musica, danza, palcoscenico, attorialità e regia.
Hai iniziato a studiare danza sin da piccolo, abbandonando da giovanissimo la tua città natale, L’Aquila. Oggi dove sei?
Attualmente sono a Roma, perché da settembre sto frequentando un corso professionale che durerà un anno.
Prendo lezioni da un coreografo del Daf, Dance arts faculty.
Gli allenamenti sono abbastanza intensi, la preparazione inizia alle 10 la mattina e finisce alle 17, ovviamente facciamo una pausa di circa un’ora.
Mi sono iscritto all’Università, ma non ho tempo di frequentarla, perché tutto il mio tempo lo dedico alla danza.
Mi sono trasferito a Milano a 15 anni e ho frequentato l’Accademia di danza per tre anni e mezzo; ho conseguito la maturità classica al Liceo serale.
Sei molto giovane , ma hai un curriculum di tutto rispetto..
Oltre a Sanremo ho avuto altre soddisfazioni.
Ho ballato con la “Compagnia Pier Lombardo a Milano”.
Ho avuto la prima esperienza internazionale con un coreografo spagnolo a Bruxelles; le date erano tre tra cui quella di Madrid.
All’Aquila hai iniziato a ballare l’hip-hop. Attualmente c’è uno stile di danza che preferisci?
Io rientro in quei casi di persone che vengono dalla danza commerciale come l’hip-hop, poi con il tempo ti accorgi che se vuoi fare il ballerino devi essere versatile, poliedrico e conoscere bene la tecnica.
A Milano ho imparato la danza classica, quella contemporanea e moderna, non credo sarò mai un ballerino classico.
Lo stile che mi appartiene di più credo sia quello contemporaneo.
C’è un ballerino che preferisci?
In realtà ne preferisco tanti. La mia compagnia preferita è americana e si chiama “Complexions Dance”, loro eseguono il tipo di contemporaneo che piace a me.
Cosa pensi dei talent sulla danza in tv?
A Sanremo ho lavorato con alcuni colleghi che provenivano da “Amici”.
Credo che il talent costituisca una vetrina molto importante a livello di immagine per la danza.
È una questione di scelte: c’è chi si gioca questa carta e chi, tassello dopo tassello, ogni giorno preferisce costruire il proprio futuro in maniera differente.
Io per ora ho scelto la seconda strada. Ho 19 anni e dopo aver frequentato l’Accademia mi sono immerso nel mondo del lavoro, ma nulla è da escludere nella vita.
Oltre la danza, quali sono le tue passioni?
L’equitazione, ma ormai l’ho abbandonata da anni.
Amo sciare quando posso, cioè non spesso, a livello amatoriale.
Ovviamente quando lavori con il corpo devi stare molto attento, ma quando posso non rinuncio a una partitella di calcetto con gli amici, soprattutto d’estate.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Oltre al corso che sto frequentando a Roma, sto continuando a fare audizioni soprattutto all’estero, perché mi piacerebbe ballare in una grande compagnia.
In Italia, anche dopo i tagli al Fus, Fondi unici per lo spettacolo, il mondo della danza è in crisi.
Questo è mondo fatto di occasioni e di treni che passano, quindi non bisogna mai porsi limiti di stile.
Come hanno reagito all’esperienza sanremese i tuoi genitori?
Dopo tanti anni di studio e di sacrifici sono stati molto contenti.
Ho sentito un grande orgoglio da parte loro che, spesso, come è giusto che i genitori facciano, hanno tentato di farmi capire che non era semplice vivere di danza.
Non sono l’unico artista in famiglia, comunque: mia sorella Ludovica è prossima al Diploma in Percussioni nel Conservatorio di Lugano.



