L’AQUILA – Gli agenti della Forestale stanno apponendo i sigilli a 800 balconi dei complessi del progetto C.a.s.e. costruiti per fronteggiare l’emergenza abitativa nel post-terremoto.

Il sequestro arriva nell’ambito dell’inchiesta della procura dell’Aquila dopo il crollo di un balcone in un appartamento del complesso delle new town di Cese di Preturo.

Sotto accusa, il legno usato per i balconi, che sarebbe stato incollato e non bullonato.

In particolare il legno dell’azienda piacentina Safwood “non corrisponde a quel che era previsto nel bando pubblico per la realizzazione in emergenza delle 185 palazzine del progetto C.a.s.e.”, come si legge in un’informativa della Guardia di finanza di Piacenza.

Inoltre, “non ha conseguito il rilascio di un certificato d’idoneità tecnica all’impiego” ed è “di provenienza ancora da chiarire”.

La Safwood è stata dichiarata fallita dopo una vasta indagine proprio della Guardia di Finanza di Piacenza, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Colonna.

Sul crac Safwood ha posto l’attenzione la Guardia di finanza di Piacenza: nell’ambito di quella indagine sarebbe venuta fuori una fornitura di legno di 11 milioni in subappalto che, secondo le Fiamme Gialle emiliana sarebbe “fasulla”, al raggruppamento temporaneo d’impresa (Rti) costituito dalle azienda napoletane Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa.

La Rti si è aggiudicata una parte del bando pubblico della protezione civile nazionale per la realizzazione in 19 new town di circa 4.500 alloggi prefabbricati antisismici dove sono stati ricoverati oltre 16 mila aquilani rimasti senza casa dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Queste aziende, per problemi finanziari, successivamente sono state acquisite da altre imprese, tanto è vero che il Comune dell’Aquila nel contenzioso avviato dopo il crollo del balcone, ha come controparte l’assicurazione con la quale la Rti ha stipulato la polizia fideiussoria.

Dopo il crollo del balcone dal secondo al primo piano, per il quale solo per caso non si è verificata una tragedia, il Comune ha attivato controlli negli altri insediamenti, circa 500 alloggi, realizzati dalla Rti vietando comunque l’utilizzo delle terrazze.

Per questo motivo il sostituto procuratore Colonna invierà nei prossimi giorni gli atti ai colleghi romani, che hanno competenza sull’argomento.

Sul crollo di balconi sta indagando la procura della Repubblica del capoluogo, a coordinare le indagini è il sostituto procuratore Roberta D’Avolio.

 Proprio questa mattina si tiene una conferenza stampa al Comando regionale Abruzzo del Corpo forestale dello Stato sugli sviluppi dell’inchiesta.