PESCARA – Meno tasse per lavoratori e pensionati, difesa del lavoro, nuove politiche industriali ed investimenti. Tagli non lineari, ma mirati, con l’obiettivo di ridurre sprechi e inefficienze e aumentare la produttività, “trasformando la attuale situazione drammatica in forza per promuovere un cambiamento”.
Con queste proposte i sindacati abruzzesi sabato mattina scenderanno in piazza a Pescara, nell’ambito della mobilitazione nazionale promossa per protestare contro i tagli previsti dalla legge di stabilità.
I dettagli dell’iniziativa, l’obiettivo delle organizzazioni sindacali è di raggiungere quota 5 mila partecipanti, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Gianni Di Cesare, Maurizio Spina e Roberto Campo.
Il corteo partirà alle 10 da piazza della Repubblica e si snoderà lungo le vie del centro di Pescara, passando per via De Amicis, via Regina Margherita e corso Umberto, fino ad arrivare in piazza Sacro Cuore dove è previsto il comizio finale.
Al dibattito prenderà parte, tra gli altri, il segretario nazionale della Fim Cisl, Giuseppe Farina.
A livello regionale, ricordando che mancano pochi mesi alle elezioni e soffermandosi sugli ultimi dati sull’occupazione, i sindacati hanno illustrato le priorità dell’Abruzzo: “La prima cosa da fare – hanno detto – è finanziare gli ammortizzatori e, in tal senso, è bene che le Regioni alzino la voce. La programmazione dei fondi comunitari va chiusa, perché le risorse ci servono. Inoltre bisogna finanziare subito le aree di crisi, con il lavoro già fatto in queste aree che deve essere trasformato in contratto di sviluppo locale”.
“È fondamentale completare le riforme – hanno aggiunto – come quella dei trasporti, che è ferma a metà, mentre quella dell’acqua non è ancora iniziata; in tal senso un appello ai comuni non è sufficiente perché da soli non ce la fanno. Dobbiamo procedere con la fusione delle università”.
I sindacalisti si sono poi soffermati sul Documento di programmazione economico finanziaria della Regione in cui “neppure compare il termine lavoro, che invece è la priorità per l’Abruzzo”.
“C’è bisogno di un grande scatto per eliminare le inefficienze e gli sprechi. Noi siamo disponibili a fare battaglia per abbattere tutto ciò che non va, auspichiamo che ci sia qualcuno in grado di raccogliere la sfida. Se non ci sarà la modifica della finanziaria in Parlamento – hanno concluso – noi saremo a capo di ogni protesta, perché ormai non c’è più tempo”.






