L’AQUILA –  “Oggi ho firmato i tre quesiti referendari che puntano a cancellare definitivamente la legge ‘porcata’ che ha introdotto nell’ordinamento italiano la nomina dei parlamentari e cancellato l’elezione con le liste bloccate, consegnando il destino del Paese a un pugno di persone chiuso in qualche stanza romana, dove spesso i criteri di scelta dipendono dai giusti caffè che si consumano con le giuste persone”.

Ad affermarlo il Capogruppo del PD in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro.

“Se questo sistema elettorale non ci fosse – aggiunge – oggi non avremmo gli Scilipoti di turno, o i tanti autoreferenziali che rispondono al massimo a qualcuno ed a se stessi, ma non certo ai cittadini, gli sconosciuti, gli invisibili, i distanti dal territorio. Ognuno dovrebbe guadagnarsi il diritto alla candidatura sui territori e la ricandidatura dipenderebbe esclusivamente dal lavoro fatto e riconosciuto dai cittadini”.

“Il precedente sistema elettorale, conosciuto come il mattarellum – chiarisce D’Alessandro – non era certamente perfetto, ma proprio l’affermazione referendaria costringerà il parlamento a mettere mano ad un’altra eventuale legge, ma con la certezza dell’abrogazione di quella attuale per volontà dei cittadini”.

“Va aperto – conclude D’Alessandro – un dibattito vero dentro e fuori i partiti. Per quanto mi riguarda il PD non può stare alla finestra, ma fare propria questa battaglia di civiltà e di difesa vera della prerogativa esclusiva in capo ai cittadini, che e’ il diritto a scegliere, non essere chiamati in modo ingannevole a ratificare”.