L’AQUILA – “Sono cattolico e liberale, quindi sono per il rispetto della vita, ma sono anche contro l’accanimento terapeutico, quindi idealmente io sono per la libertà di scelta dell’individuo, dell’essere umano, che non può essere costretto né a vivere né a morire. Farne una questione ideologica e di partito, sul tema del fine vita, sarebbe un errore”.

Interpellato da Abruzzoweb, Paolo Gatti consigliere regionale di Fratelli d’Italia, esprime il suo punto di vista sul  progetto di legge di iniziativa popolare “Procedura e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”, che lunedì è arrivato in quinta commissione Sanità, di cui Gatti è presidente, con l’audizione di Roberto D’Andrea, avvocato dell’associazione Luca Coscioni, di cui è leader nazionale il tesoriere Marco Cappato.

Una legge sul fine vita è stata già approvata dalla Regione Toscana, e si appresta a farlo anche la Regione Lombardia. Ed ora potrebbe approvarla anche l’Abruzzo, visto che seppure l’iniziativa è stata appoggiata in particolare dal Movimento 5 stelle e dal centrosinistra, come confermano le parole di Gatti, ci sono aperture, oltre gli steccati, anche nella maggioranza del centrodestra.  Recentemente anche il leader della Lega, Matteo Salvini, ha lanciato un sondaggio sui social media per raccogliere l’opinione pubblica, indicando una possibile apertura al dialogo su questo tema delicato.

La legge sul fine vita era già arrivata nel consiglio regionale abruzzese nella seduta del 26 giugno 2024, ma si è deciso di rinviare il testo per un’analisi più approfondita, e di riportare la norma in aula entro un anno, dunque entro il 26 giugno prossimo.

Ha spiegato a margine dell’audizione Roberto D’Andrea: “noi non miriamo ad innovare l’ordinamento, ad introdurre nuovi diritti, ma semplicemente a dare seguito alla sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale, che è stabilito che in determinate condizioni è possibile per una persona richiedere il suicidio medicalmente assistito. Questa proposta di legge punta dunque esclusivamente a prevedere tempi e procedure per garantire ai pazienti la possibilità di liberarsi dalle proprie sofferenze, superando la situazione di totale assenza di una normativa sulla materia”.

Marco Cappato ha anche ricordato che tra i primi a proporre questa legge in Italia è stato proprio un abruzzese, il teramano Marco Pannella, storico leader del Radicali, e “sarebbe dunque davvero significativo per  l’Abruzzo diventare la seconda Regione, dopo la Toscana a regolamentare il fine vita”.

Spiega ancora Gatti, “In commissione sono arrivate tantissime richieste di audizione, circa una ventina, e tutti saranno ascoltati, perché è importante che i commissari abbiano un quadro esatto di informazione, un bagaglio di conoscenze completo. Ripeto, per temi come questi mi sembrerebbe sciocco farne una questione di maggioranza e opposizione, ciascun consigliere ha la sua sensibilità e le discussioni in commissione e le audizioni serviranno proprio a ciascuno di noi, a me per primo, per maturare definitive convinzioni o modificarle”.

Il testo della legge abruzzese prevede innanzitutto che per il suicidio medicalmente assistito ci devono essere condizioni imprescindibili, come l’essere affetti una patologia irreversibile che causa sofferenze fisiche e psicologiche intollerabili, l’essere mantenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale, l’essere capaci di prendere decisioni libere consapevoli, chiare ed univoche. Prevista poi l’istituzione di una commissione medica multidisciplinare permanente presso le aziende sanitarie regionali, composta da un medico palliativista, un neurologo, uno psichiatra, un anestesista, un infermiere e uno psicologo, con il compito di verificare la sussistenza dei requisiti per l’accesso alla procedura, la definizione di tempi certi per la verifica della richiesta, in quanto la commissione dovrà esprimersi entro venti giorni dalla presentazione dell’istanza da parte del paziente sull’erogazione della prestazione presso una struttura ospedaliera, un hospice o, su richiesta, o anche presso il domicilio del paziente. Infine è prevista la possibilità per il paziente di revocare la propria richiesta in qualsiasi momento e la gratuità del percorso per il richiedente, con la copertura delle spese a carico del servizio sanitario regionale.

C’è poi un tema di particolare urgenza: l’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Toscana ha presentato ricorso al Collegio di garanzia statuaria per la verifica di conformità della  norma approvata,  rispetto allo statuto della Regione.

Spiega dunque Gatti, “il lavoro della Commissione dovrà in particolare valutare con attenzione tutti gli aspetti giuridici e normativi, e l’eventuale impugnabilità della norma”.

Ad intervenire sulla questione la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Erika Alessandrini, che ha espresso e ribadito il suo pieno sostegno all’iniziativa: “Questo progetto di legge rappresenta la voce di migliaia di abruzzesi che chiedono una regolamentazione chiara e rispettosa del diritto al fine vita. È nostro dovere istituzionale ascoltare e dare seguito a questa richiesta, mettendo da parte le ideologie di partito e focalizzandoci sul bene comune”.