RIVISONDOLI –  “Io sono convinto che vinca sempre la destra liberale. Una destra liberticida e troppo concentrata sugli aspetti fondamentalisti non può portare ai risultati che i cittadini si aspettano. Il centrodestra e sottolineo ‘centro-destra’, perché c’è un’ala moderata che ha bisogno di interlocutori che non abbiano complessi di inferiorità, il che significa che non ci sono temi trattati solo da chi sta dall’altra parte della barriera perché su alcuni temi, come quelli ambientali, tutti i cittadini sono preoccupati”.

L’ha detto l’ex governatore del Veneto e storico esponente leghista, Luca Zaia, in videocollegamento alla manifestazione organizzata dal suo partito a Rivisondoli. A intervistarlo, dal palco, Claudio Durigon, vicesegretario del partito e il senatore Andrea Paganella. Proprio quest’ultimo rivolgendosi a Zaia ha premesso: “Io ti chiamerò sempre Doge, anche se il tuo mandato è finito, perché la carica di doge è per tutta la vita”.

“Sui temi dei diritti civili ed eutanasia io credo che non sono di dominio di qualcun altro, dobbiamo avere il coraggio di buttare il cuore oltre l’ostacolo”, ha aggiunto.

Ha proseguito Zaia, “Quando lanciai l’idea della Csu era per ragionarci e per valorizzare i territori, ma capisco che la Lega è una sola e aggiungo ‘indivisibile’, usiamo questo termine”.  Nella sala sono partiti applausi, quando Zaia ha rimarcato la parola ‘indivisibile.

“Ma è altrettanto vero che il militante del nord e quello del sud hanno istanze diverse e sbagliamo se non ce ne rendiamo conto. Io credo che la Lega e ogni partito deve adottare una visione federalista”.

Infine: “per me tra le cose incompiute (nella precedente esperienza alla guida del Veneto, ndr) c’è l’Autonomia che nasce con me in Veneto nel 2014 e poi il referendum del 2017. Io spero che prima o poi si realizzi. Come ho scritto nel mio libro: ‘Se non verrà fatta per scelta si farà per necessità'”.