L’AQUILA – Una Lega straripante che raddoppia i consensi delle politiche, un Movimento cinque stelle che al contrario più che dimezza le percentuali del 4 marzo 2018, e partiti storici come Forza Italia e Partito democratico che sprofondano.

È l’instantanea del voto in Abruzzo che domenica scorsa ha consegnato la Regione al centrodestra guidato da Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, dalla quale emerge che la coalizione che oggi ha vinto le elezioni, lo ha fatto con meno voti assoluti di quelli con cui cinque anni fa il centrosinistra conquistò la poltrona più alta di Palazzo Silone. Al contrario, la coalizione progressista stavolta sconfitta ha avuto meno voti di quanti ne ebbe il centrodestra quando, cinque anni fa, perse le elezioni.

Dati che, a scanso di puerili polemiche, è utile far osservare come siano ovviamente dovuti alla differenza di affluenza che, complice la data del voto – cinque anni fa fu in primavera, stavolta in pieno inverno – e la disaffezione alla politica, ha visto nel 2014 votare il 61,55 per cento degli elettori e stavolta il 53,11.

Il Movimento cinque stelle ottiene 118.287 voti, con la candidata presidente Sara Marcozzi che riscuote un successo personale conquistando più preferenze della lista (126.165), ma ne aveva avuti 303.006 alla Camera dei deputati l’anno scorso. I grillini, tuttavia, sul voto locale tengono, visto che nel 2014 la lista aveva avuto 141.152 e l’aspirante governatore 148.035.

Nel centrodestra, che complessivamente conquista 294.879 voti pari al 49,19 per cento dei consensi (197.798 pari al 29,41% cinque anni fa), la performance migliore è quella della Lega, che passa dai 105.449 voti alla Camera del 2018 ai 165.008 di domenica scorsa. Cinque anni fa, in Abruzzo, neanche si presentava.

Anche Fratelli d’Italia non delude, passando dal 2,95 per cento (19.856 voti) del 2014 al 6,48 (38.894) di oggi, frutto anche del lavoro fatto sul territorio che già alle politiche aveva dato i primi frutti (4,95%), mentre è Forza Italia la cenerentola del centrodestra: gli azzurri dal 16,70% del 2014 sprofondano al 9,04, dopo che alle ultime politiche avevano tenuto riscuotendo il 14,53 per cento.

Tra le curiosità, è interessante vedere come Fratelli d’Italia nel 2014 non elesse nessun rappresentante all’Emiciclo, mentre oggi Azione Politica nella coalizione che è risultata vincente, con gli stessi voti ha eletto un consigliere.

Più che dimezzati, infine, i consensi per i centristi, che nel 2014 si presentavano con il cartello Nuovo centro destra-Udc e oggi con la lista Udc-Dc-Idea: sono passati da 40.394 voti (6,01%) a 17.308 (2,88%). Anche se il risultato in termini di rappresentanza non è cambiato: un componente dell’Emiciclo cinque anni fa e uno oggi.

Nel centrosinistra balza all’occhio il flop del Partito democratico, che perde più di centomila voti e passa dal 25,51 per cento del 2014 (171.520 voti) all’11,14 di oggi (66.769 voti). Alle politiche dell’anno scorso si era “difeso” con il 14,28 per cento dei consensi.

Buona, tutto sommato, la performance delle liste che sostenevano Giovanni Legnini: la somma delle 6 compagini civiche (Legnini Presidente, Abruzzo in Comune, Abruzzo Insieme, +Abruzzo, Centristi per l’Europa e Avanti Abruzzo) fa circa centomila voti, gli stessi che cinque anni fa ottennero le 4 liste Regione Facile, Abruzzo Civico, Centro democratico e Valore Abruzzo, che sostenevano Luciano D’Alfonso. Quest’ultimo dato, in particolare, smentisce coloro che, nei partiti, indicano le formazioni civiche come causa di dispersione di voti.

Il centrosinistra nel suo complesso, che cinque anni fa ottenne 313.267 voti pari al 46,58 per cento dei consensi, stavolta ne ha avuti 183.630 (30,63%).

Nei capoluoghi, infine, da segnalare come la Lega va peggio, si fa per dire, a Chieti (22,47%), Forza Italia sprofonda a Pescara (7,36%), Fratelli d’Italia sfonda all’Aquila (14,57%), il Pd tiene a Pescara (16,25%), il Movimento cinque stelle fa flop all’Aquila (8,42).