TERAMO – Dopo le classiche Piacentine o le ancor più famose Napoletane, ecco arrivare da Natale, nelle edicole e nei negozi, anche le carte da gioco Abruzzesi.

Le produce la Dal Negro di Treviso ma il progetto e l’incisione sono tutti teramani.

Nasce dall’iniziativa del Comitato organizzatore “Mostre ceramiche antiche e moderne”, su un’idea di Alessandro Maria Caccia.

Si tratta di una rivisitazione regionale delle carte Napoletane: ogni seme è riferito alle province abruzzesi, i Denari all’Aquila, le Coppe a Teramo, le Spade a Chieti e i Bastoni a Pescara.

L’Asso del capoluogo abruzzese è un’aquila che, sotto l’Immota Manet, sovrasta la “Bolla d’oro” di Federico II, questi rappresentato dal Re di Denari.

Le famose ceramiche di Castelli campeggiano con un paesaggio tipico nell’Asso di Coppe, mentre il quattro dello stesso seme reca il fregio quattrocentesco con il motto “A lo parlare agi mesura”; il Guerriero di Capestrano custodito nel museo archeologico chietino è nell’Asso di Spade, il motto dannunziano “Ferrum est quod amat” sigla il Due; da Pescara l’Asso di bastoni ricorda l'”Audere Semper” di dannunziana memoria.

Il Comitato ha affidato la realizzazione delle carte da gioco a Lionello Recchia, incisore dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che le ha interpretate nella tradizione locale dalle Napoletano, senza stravolgerle.