L’AQUILA – Com’è difficile in Italia in Europa in Abruzzo essere Donna. 

Com’è difficile considerando che la violenza fisica, sessuale e psicologica contro le donne è una delle piaghe che affligge l’Europa; solo nel nostro continente l’Agenzia europea per i diritti fondamentali ha quantificato in 62 milioni le donne che hanno subito violenza fin dall’età di 15 anni. Com’è difficile essere donna perché è difficile alzare la testa e riconoscere il proprio valore e la propria dignità di persona, perché è sempre umiliante dover costantemente dimostrare di essere all’altezza, ma poi all’altezza di chi e di cosa?!

Quant’è difficile essere donna quando significa essere costrette entro confini stabiliti dall’uomo. Quanto è difficile per una donna avere e costruirsi una vita autonoma che consenta di fare scelte libere. Quanto è difficile per una donna lavorare; quanto è scontato per una donna non lavorare.

Quanto è sempre alta la percentuale di disoccupazione delle donne, nonostante siano le aziende guidate dalle donne quelle più forti, quelle che meglio reggono alla crisi.

Quanto è difficile la lotta delle donne della Brioni che in questi giorni sono impegnate a difendere il posto di lavoro, al pari di quella di migliaia di Donne abruzzesi che lo fanno da anni dalle piazze più grandi e negli angoli più nascosti della nostra regione.

Quanto è difficile essere donna in una società che ci costringe a non poter scegliere i propri desideri e la propria libertà, perché mancano i servizi sociali ed è la donna che deve sacrificarsi per mariti, figli, madri e suoceri.

Però quant’è bello essere donna quando le differenze, le intelligenze, il coraggio e la forza ci fanno lottare e sollevare la testa, riuscendo a trasformare la realtà e la nostra vita, diventando madri, dirigenti e mogli. Generatrici di altra forza.

Questa è la nostra speranza.

* assessore alle Pari opportunità della Regione Abruzzo