L’AQUILA – È un quadro a tinte fosche quello che i sindacati delineano per l’occupazione in provincia dell’Aquila, dove la zona maggiormente colpita risulta essere ancora quella dell’aquilano, ancora alle prese con le vicende del post sisma.
Nel corso di una conferenza stampa il segretario provinciale Cgil, Umberto Trasatti, ha ricordato come nel 2011 ci sia stato un aumento esponenziale delle ore di cassa integrazione.
In una nota, invece, il responsabile nel capoluogo della Cisl, Gianfranco Giorgi, ha sottolineato il preoccupante aumento della disoccupazione: + 13 per cento.
TRASATTI (CGIL): “NUMERI NEGATIVI NELL’ABRUZZO INTERNO”
L’AQUILA – ”A livello regionale siamo soddisfatti perché nel 2011 in Abruzzo è stata di nuovo superata la soglia dei 500 mila occupati, ma ci si dimentica troppo spesso che nella provincia dell’Aquila, e soprattutto nel capoluogo, putroppo, i numeri sono sempre negativi”
Lo afferma il segretario generale della provincia dell’Aquila della Cgil Umberto Trasatti che denuncia ”il disastro e la crisi della zona interna dell’Abruzzo”.
”Basta leggere i dati del monte ore degli ammortizzatori sociali – prosegue Trasatti – per capire che nella nostra Provincia la crisi è perenne. Lo scorso anno, infatti, i beneficiari degli ammortizzatori sociali sono stati 8.896 contro gli 8.904 dell’anno precedente. Il numero complessivo in Regione è stato nel 2011 di 35.244 contro i 37.943 di due anni fa”.
Per Trasatti la crisi maggiore all’Aquila si regista sulla grande industria, perché “quelle legate al commercio e all’artigianato si sono potute ricollocare in zone periferiche”.
Lo scorso anno nel settore industriale per la cassa integrazione straordinaria le ore autorizzate sono state di 2.480.289 contro le 2.003.173 del 2010. Per Trasatti è ”preoccupante che nel settore industria si ricorra anche alla cassa integrazione in deroga, preludio al licenziamento. Da 1.511.521 del 2011 contro le 628.094 di due anni orsono. I numeri sono in aumento, visto che si stanno aprendo altre vertenze. C’è bisogno quindi di veri sostegni alla grande industria attraverso il contratto di programma”.
”Ora i politici locali – ha proseguito Trasatti – fanno a gara a prendersi i complimenti per lo sblocco dei 90 milioni di euro che arriveranno all’Aquila. Ma non c’è da esultare, perché quella cifra poteva essere sbloccata prima con il regime de Minimis mentre per la zona franca urbana c’è ancora da aspettare, sempre che mai arrivi”.
Trasatti ha conclusso affermando che ”bisogna superare la gestione commissariale, con la ricostruzione consegnata alle istituzioni locali. Non si riesce a capire come il presidente della Regione Gianni Chiodi possa fare il commissario della ricostruzione e della sanità. È impossibile seguire tutto”. (s.cas.)
GIORGI (CISL): “AUMENTA LA DISOCCUPAZIONE”
La disoccupazione, in provincia dell’Aquila, è salita dal 2010 al 2011 del 13 per cento. Le unità in cerca di lavoro sono passate, infatti, da 3.247 a 3.668. Di contro, la cassa integrazione è scesa del 6,9 per cento e la mobilità del 9,5 per cento.
L’analisi economica e occupazionale è stata elaborata dall’Ufficio Studi Cisl “Michelangelo Ciancaglini”.
“I dati evidenziano come molti lavoratori, che usufruivano di interventi a sostegno dell’occupazione, sono attualmente fuori dal mercato. Una situazione allarmante per il nostro territorio – spiega Gianfranco Giorgi, responsabile Cisl dell’Aquila – la mancanza di occupazione resta uno dei problemi maggiori, non solo per i giovani fino a 35 anni, ma anche per i tanti dipendenti di aziende più o meno grandi che hanno esaurito il periodo massimo di mobilità e non sono in possesso dei requisiti per accedere alla pensione”.
Nel 2010, in provincia dell’Aquila, sono state autorizzate 8 milioni 546 mila ore di cassa integrazione. Nel 2011 le ore sono scese a 7 milioni 957 mila, con una flessione del 6,9 per cento.
“Mentre la cassa integrazione ordinaria è diminuita del 15,6 per cento e quella in deroga del 10,5 per cento – evidenzia Giorgi – la cassa straordinaria è aumentata dell’8,4 per cento. L’analisi per settori attribuisce all’industria il primato negativo, con un aumento della cassa integrazione, tra il 2010 e il 2011, del 21,3 per cento”.
Vanno meglio edilizia (-13,2 per cento), artigianato (-60,1 per cento), commercio (-44,7 per cento) e settori vari (-41,5 per cento).
“E’ chiaro che il comparto industriale continua a vivere una crisi senza precedenti con l’emergenza del terremoto che si è sommata ad una già consolidata flessione degli investimenti sul territorio e, di conseguenza dell’occupazione – afferma Giorgi – le aziende continuano a non investire nell’aquilano, nonostante le prospettive, più o meno concrete, di sgravi e incentivi che possono arrivare nel tempo. L’Aquila non suscita né l’interesse di grandi gruppi nazionali e multinazionali, né della media imprenditoria, capace comunque di creare movimento e nuova occupazione”.
“Bisogna far presto per dare una boccata di ossigeno all’economia locale e attrarre nuove imprese con interventi a sostegno della crescita dell’occupazione: la classe politica, già troppo presa dalla campagna elettorale, deve far quadrato intorno ad un progetto comune, che porti all’Aquila soldi e investimenti. Occorre una maggiore incisività – conclude Giorgi – anche da parte di alcune associazioni di categoria, che si sono chiuse nel silenzio”.





