CITTA’ SANT’ANGELO – I dipendenti dei punti vendita abruzzesi di Mediaworld si uniscono allo sciopero nazionale, proclamato dai sindacati per sabato prossimo, a seguito della chiusura dei due negozi della catena a Milano e a Grosseto.
In Abruzzo, come racconta Il Centro, sono 300 i dipendenti distribuiti nei punti vendita di Città Sant’Angelo (Pescara), San Giovanni Teatino (Chieti), Chieti, L’Aquila, Avezzano (L’Aquila), Teramo e Colonnella, che oggi vivono un clima pesante anche a causa di importanti vertenze locali, come quella della Honeywell di Atessa (Chieti), dove 380 lavoratori dello stabilimento stanno lottando per i loro diritti, o la difficile situazione in cui vertono molti call center aquilani, investiti da una forte crisi e infine la vertenza dei ricercatori Intecs dell’Aquila, che stanno portando avanti la loro battaglia con un presidio fisso davanti al palazzo della Regione Abruzzo nel capoluogo.
Lo sciopero è stato indetto da Filcams, Fisascat e Uiltucs, dopo che lo scorso 16 febbraio il gruppo Mediamarket ha annunciato la chiusura dei due punti vendita; l’eliminazione della maggiorazione domenicale del 90 per cento, riconoscendo solo il 30 per cento previsto dal contratto nazionale di lavoro, dal prossimo primo maggio e il trasferimento da una sede a un’altra in Lombardia.
In Abruzzo, che vanta il primato del punto vendita di Città Sant’Angelo, tra i primi sei aperti in tutta Italia, ci sono lavoratori ormai in avanti con l’età, di difficile ricollocazione.
Eventuali decisioni dell’azienda, che potrebbero arrivare, visto il cammino intrapreso e le motivazioni espresse, rischiano di mettere in ginocchio intere famiglie.



