SULMONA – Invitalia, l’agenzia che ha come sua “mission” il lavoro e la creazione di impresa, ha licenziato tutti i dipendenti della società Sviluppo Italia Abruzzo.

Oggi è l’ultimo giorno di lavoro per i 19 dipendenti delle sedi di Sulmona, Avezzano, Mosciano Sant’Angelo e L’Aquila.

Salta quindi anche la trattativa che era in corso con la regione Abruzzo per l’acquisizione del cento per cento delle quote di Sviluppo Italia Abruzzo, che era stata già deliberata dal consiglio regionale con un provvedimento legislativo del 22 aprile scorso.

L’accordo prevedeva l’acquisizione gratuita della società Sviluppo Italia Abruzzo da parte della regione nell’ambito del progetto di razionalizzazione e riorganizzazione delle società regionali e a partecipazione regionale.

Nello specifico Sviluppo Italia Abruzzo conta quattro sedi, tre nella provincia dell’Aquila: Avezzano, L’Aquila e Sulmona e una nella provincia di Teramo, Mosciano Sant’Angelo.

Negli incubatori presenti nelle sedi di Avezzano, Sulmona e Mosciano Sant’Angelo sono presenti 40 aziende che occupano circa 320 persone.

Da lunedì gli incubatori saranno privi di tutti i servizi generali.

I 19 dipendenti in virtù delle normative di settore saranno sprovvisti di qualsiasi ammortizzatore sociale.

INVITALIA: “RIFIUTATO ACCORDO DA LAVORATORI, SVILUPPO ITALIA COSTRETTA A LICENZIARE” 

L’AQUILA – Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, comunica che Sviluppo Italia Abruzzo è stata “costretta a procedere al licenziamento dei propri dipendenti”.
 
“Infatti – afferma una nota – nonostante le reiterate e convergenti azioni dell’Agenzia, della Regione Abruzzo e delle organizzazioni sindacali nazionali, regionali e di categoria, l’auspicato trasferimento di Sviluppo Italia Abruzzo non è potuto avvenire per una incomprensibile presa di posizione dei dipendenti e dei loro rappresentanti sindacali aziendali, che si sono rifiutati di sottoscrivere un accordo teso a permettere la cessione della società alla Regione per il tramite di Abruzzo Sviluppo”.

“Invitalia – prosegue la nota – ringrazia comunque la Presidenza della Regione e il Consiglio regionale per il contributo fattivo e positivo dato a questa operazione e precisa che la trattativa non è saltata. Anzi, si era conclusa positivamente e l’Agenzia era già stata autorizzata dal Ministero, che come sempre ne sostiene l’azione istituzionale, a trasferire la società ad Abruzzo Sviluppo, che, a sua volta, era già stato autorizzato dalla Regione ad acquisirla”.
 
“È una vicenda – afferma Domenico Arcuri, amministratore Delegato di Invitalia – che lascia sconcertati. Quando, per un volta, due istituzioni convergono per garantire un futuro ai lavoratori in una zona, soprattutto in questa stagione, particolarmente bisognosa di supporti istituzionali quale l’Abruzzo, gli stessi lavoratori rifiutano questa opportunià. Ad Invitalia non è rimasta pertanto alcuna possibilità che non quella di applicare la legislazione vigente”.