L’AQUILA – “L’Abruzzo non cresce. E spiace dover smentire le affermazioni trionfalistiche di taluni rappresentanti dell’esecutivo della Regione Abruzzo in riferimento ai ‘+6000 posti nel 2016 grazie al governo regionale”.

Lo dichiara in una nota Mauro Febbo, presidente della Commissione di Vigilanza.

Spiace – prosegue – in primo luogo perché l’incremento è estrapolato da un dato nazionale che certifica un +479.000 e su questo vanno fatte due importanti osservazioni: 1) nel 2016 si sono registrati i dati positivi degli sgravi fiscali per le aziende, sgravi purtroppo non confermati nella manovra finanziaria del 2017 per cui da parte delle organizzazioni sindacali e datoriali si temono per quest’anno dati non positivi 2) l’Abruzzo rappresenta in dati percentuali il 2,27/2,49 % del pil Nazionale per cui parlando di incremento nazione di +479.000 ci saremmo aspettati un +10,873 (479.000 x 2,27 %) se non addirittura un +11.927 (479.000 x 2.49%)”. 

“Purtroppo – continua Febbo – i dati deludenti di crescita regionale rispetto a quelli nazionali, anch’essi fortemente deludenti rispetto alla media europea, certificano il fallimento delle politiche di crescita e sviluppo di questo Governo Regionale che si basa sulla enfatizzazione del nulla, asssenza di progettualità e programmazione e soprattutto incapacità di investire e spendere le ingenti risorse europee che sono le uniche che possono dare più crescita e maggiore occupazione”. 

“Ci spiace dover smentire ma questa è la realtà, lo gridiamo sperando che questo Esecutivo che aveva promesso 100.000 nuovi posti di lavoro cambi strategia passando dalla politica degli spot e delle enunciazioni papà di a quella dei fatti e risultati”, conclude.