L’AQUILA – “Siamo pronti a forme di protesta in quanto non possiamo andare avanti in questo modo”.

A parlare, stamattina in conferenza stampa, sono i rappresentanti della Confartigianato Abruzzo in quanto le “imprese da sole non possono farcela. Al presidente della Regione Gianni Chiodi abbiamo chiesto ogni mezzo possibile solo alcuni importanti accorgimenti per poter lavorare e produrre ricchezza e gettito per far crescere l’economia di questa regione, da anni al collasso”.

Il presidente della confartigianato Abruzzo Angelo Taffo ha spiegato oggi in conferenza stampa, come le problematiche serie, pesanti ed indifferibili, non siano mai state risolte e siano invece “gettato solo del fumo negli occhi degli artigiani, forse per azzittirli. Il patto per lo sviluppo tanto decantato dal governatore Chiodi, come panacea di tutti i mali, dopo nove mesi dalla sua attuazione non ha ancora prodotto alcun effetto concreto e sembra essere stato solo un alibi per non prendere decisioni; che fine hanno fatto i 300 milioni di euro dle progetto jessica annunciato 8 mesi fa dalla Regione per le opere di qualificazione dei quattro capoluoghi abruzzesi?”.

Tra i problemi maggiori lamentati da Taffo è quello legato ai Coperfidi. “La Confartigianato Abruzzo – ha motivato Taffo – sta sollecitando da quasi tre anni una politica al credito più elastica ed incisiva attraverso interventi diretti e concreti a sostegno all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Da una prima analisi del banco di gara per il soggetto gestore temiamo che il futuro bando per i Confidi non produca gli effetti serati. Inoltre siamo ancora asettando la liquidazione del saldo di contributo in conto interessi per il 2009, che sarebbe un’inezione concreta di liquidazione per le imprese”.

Taffo ha motivato che ” la ricostruzione dell’Aquila è ancora ferma al palo e la zona franca urbana è la solita promessa mancata, che del bando Abruzzo 2015, per il sostegno alle imprese d’impresa, non se ne sente più parlare ed infine, ma non per importanza, che l’Abruzzo rischia una pesante multa dall’Unione europea e il ritiro dei fondi non utilizzati per il forte ritardo nella spesa dei fondi europei Fse e Fesr”.

In sostanza i Confidi devono avere dalla Regione la trance di 2 milioni e 500 mila euro per il 2009. “I confidi – ha aggiunto Taffo – si sono impegati e indebitati per l’abbattimento del tasso di interesse a carico delle micro e piccole imprese. I confidi si sono impegnati nei confronti del sistema bancario”.

“Finora poco o niente è stato fatto da parte della regione per tentare di risolvere la crisi di liquidità che attanaglia le imprese” – ha affermato il segretario della Confartigianato Daniele Giangiulli – adesso si sta pensando solo a salvare dal fallimento la Fira e non dare un sostegno vero alle imprese”.

Per far sentire le loro ragioni, la Confartigianato Abruzzo è pronta ad alzare la voce e a organizzare forme di protesta come la serrata dei panificatori o viaggi lumaca dei trasportatori.

Il presidente provinciale dell’Aquila Luigi Lombardo ha concluso affermando che “il terremoto dell’Aquila non solo colpito il capoluogo abruzzese, ma anche tutta la Regione. Infatti le piccone e medie imprese delle altre province che avevano precedentemente numerose commesse dall’Aquila ora non hanno più nulla. Tra l’altro 650 imprese del centro storico aquilano che ancora non hanno trovato una nuova collacazione. I tassi della Confidi sono del 2,5 per cento, mentre quelli delle banche è del 4,75 cento: se non arrivano i fondi dalla Regione ci saranno grandi problemi”. (s.cas.)

 

LE REAZIONI DI CHIAVAROLI E CASTIGLIONE

PESCARA – Le dichiarazioni della Confartigianato Abruzzo e quelle del presidente abruzzese dell’associazione di categoria Angelo Taffo non sono passate inosservate.

La prima risposta è arrivata dal portavoce del Popolo della libertà in Regione Riccardo Chiavaroli:

“È vero, parafrasando Andy Warhol, che cinque minuti di celebrità non si negano a nessuno, ma il modo in cui Taffo la cerca ci pare davvero fuori luogo”.
 
“Francamente – ha continuato Chiavaroli – le dichiarazioni di Taffo ci appaiono confuse, contraddittorie, una sorta di sparata nel mucchio, tanto per fare rumore. Confartigianato sa bene, come ci hanno testimoniato altri loro prestigiosi vertici provinciali che le politiche del Governo Gianni Chiodi stanno sostenendo in ogni modo i loro aderenti, le loro imprese e le relative politiche di rilancio del settore, a cominciare dalla riforma dei Confidi. Tuttavia nche se i temi posti da Confartigianato sono molto seri e da noi tenuti sempre in alta considerazione, ci stupisce ancora che un’organizzazione così importante si lasci usare da Taffo il quale, alla ricerca di una ribalta pur che sia, rischia invece solo di creare confusione e danno ai suoi colleghi”.

Contro il presidente della Confartigianato Abruzzo Taffo è anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alfredo Castiglione: “C’è una parte della Confartiginato che evidentemente punta a sabotare l’Abruzzo che vuole progredire”.

Secondo Castiglione “è assolutamente falso l’allarme lanciato sulla spesa dei fondi Fers e Fse per l’asse dedicato allo sviluppo economico. Fornisco in merito due dati significativi. Per quanto riguarda il Fers sono stati spesi 117 milioni di euro, una cifra ben al di sopra della soglia per il disimpegno automatico; mentre per il Fse, anno 2010, abbiamo fatto registrare una efficienza realizzativa pari al 9.6 per cento”.

Per Castiglione è “priva di consistenza è anche l’informazione legata alla Fira. La finanziaria sta risalendo la china del risanamento nell’obiettivo di ritrovare un ruolo di centralità nel sistema finanziario regionale”.