L’AQUILA – ”Lavoro-sociale-ricostruzione” è il nome della manifestazione abruzzese unitaria di Cgil-Cisl-Uil, in programma sabato 1° giugno all’Aquila.
La manifestazione avrà inizio alle 10: il corteo si snoderà dalla Fontana luminosa per arrivare a piazza Palazzo, di fronte all’ex sede del Comune del capoluogo abruzzese.
Successivamente, alle 10.30, sono previsti gli interventi di Paolo Sangermano della Cisl, di Gianni Di Cesare della Cgil e di Guglielmo Loy della Uil.
Sul palco saliranno per un intervento anche un giovane universitario della provincia di Teramo, un lavoratore in cassa integrazione in deroga dell territorio di Chieti, un pensionato della zona di Pescara e un delegato della Micron della provincia dell’Aquila.
I segretari provinciali aquilani di Cgil, Umberto Trasatti, di Cisl, lo stesso Sangermano, e Uil, Michele Lombardo, insieme a Gianfranco Giorgi (Cisl) e Luigi Di Donato (Uil), hanno presentato l’evento.
”La nostra manifestazione – ha spiegato Trasatti – è una tappa del corteo nazionale che si svolgerà il 22 giugno a Roma. Non a caso si è scelta L’Aquila per il corteo in Abruzzo. La nostra provincia ha un triste primato sul lavoro rispetto alle altre della regione. Su 45 mila persone che in Abruzzo sopravvivono grazie a un intervento al reddito sono 45 mila di cui 14 mila sono del territorio aquilano: 7 mila in cassa intengrazione, 2 mila sono nelle liste di mobilità e 5 mila in disoccupazione non agricolo”.
Sangermano ha aggiunto che ”la provincia dell’Aquila è in recessione già prima del terremoto di quattro anni fa. Intanto ricordo che nel periodo gennaio-aprile 2013 c’è stato un aumento di 1.449 per cento dei lavoratori in cassa integrazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Difficoltà arrivano anche dalla zona della Marsica che per anni è stato il ’fortino’ industriale del territorio aquilano”.
Lombardo ha proseguito affermando che ”è importante che L’Aquila diventi veramente il cantiere più grande d’Europa, perché porterà economia a tutto l’Abruzzo. Nel frattempo la zona della Valle Peligna è in depressione ante crisi e ante terremoto. La Regione deve dare seguito ai fondi già stanziati e che sono fermi. Va ricordato che bisogna investire, per esempio, i 16 milioni per i progetti sull’’Automotive’”.
Lombardo ha concluso affermando che ”l’Università deve diventare un punto fermo della Provincia: dopo l’elezione del nuovo rettore, gli chiederemo un incontro di confronto e di idee per il nostro territorio”.



